Settori

Igiene urbana e ambiente

Igiene urbana

Il servizio a Roma

Il servizio di igiene urbana si articola fra i servizi di pulizia e decoro della città e i servizi di gestione dei rifiuti urbani prodotti. Il gestore a Roma è Ama s.p.a., società in house di Roma Capitale (100%), cui il servizio è stato riaffidato nel 2015 per 15 anni, con scadenza 2029 (DAC 52/2015).

Pulizia e decoro urbano

Il servizio di igiene e decoro urbano riguarda principalmente le attività ordinarie di spazzamento e pulizia delle strade (prevalentemente meccanizzate) e comprende lo svuotamento dei cestini e la raccolta manuale dei rifiuti conferiti all'esterno dei cassonetti. A queste si aggiungono altre attività che episodicamente o stagionalmente contribuiscono alla pulizia della città: pulizia dei mercati rionali (frequenza variabile), pulizia delle banchine del Tevere nei periodi di magra, rimozione delle foglie nei mesi autunnali e interventi di pulizia in seguito a manifestazioni pubbliche, cortei e visite ufficiali di delegazioni internazionali (questi ultimi non rientrano però nella TaRi, ma sono pagati a parte da Roma Capitale come avviene per altri servizi a carattere straordinario).

Per la programmazione dei servizi, Ama fin dal 2009 ha suddiviso Roma in 356 aree elementari territoriali (AET); per ogni singola AET viene pianificata l'attività in base alle caratteristiche urbanistiche e del territorio, nonché in base alla tipologia di attività che le caratterizzano, determinando il fabbisogno di risorse umane e tecniche. Il contratto di servizio vigente in regime di proroga tecnica (DGCa 106/2019, da ultimo prorogato con DGCa  440/2022) indica le frequenze degli interventi di pulizia per alcune strade, mentre per altre prevede un servizio di “presidio” con interventi da modulare in base alle necessità.

Gestione dei rifiuti

La gestione dei rifiuti comprende l’intero ciclo, dalla raccolta differenziata e indifferenziata dei rifiuti, al trasporto; dalla selezione delle frazioni differenziate al riciclaggio e al riutilizzo; dal trattamento degli indifferenziati al recupero e allo smaltimento.

Produzione e raccolta dei rifiuti

Dal punto di vista dimensionale, l’ultimo dato consuntivo al momento disponibile descrive una produzione di rifiuti urbani 2021 pari a 1,59 milioni di tonnellate, in aumento del 4% rispetto a quella del 2020 (1,53 milioni di tonnellate), ma nettamente al di sotto di tutti gli anni del decennio precedente, confermando il trend di decrescita di lungo periodo (rispetto al 2011 la produzione 2021 è diminuita dell’11,7%).

Il modello di raccolta attualmente è misto: la maggior parte dei cittadini viene ancora servita mediante raccolta tradizionale con cassonetti e campane stradali, ma vari quartieri sono serviti con modello porta a porta. A partire dal 2012 nella Capitale si raccolgono 5 frazioni, separando anche l’organico e il vetro, oltre a carta, multimateriale leggero (plastica/alluminio) e indifferenziato non riciclabile. Tale modifica in un decennio ha consentito un incremento della raccolta differenziata di circa il 20% (dal 25,7% del 2012 al 44,9% del 2021), ma ha sostanzialmente esaurito il suo impulso propulsivo nei primi 5 anni: infatti nel 2017 si era già toccato il 44% e gli incrementi successivi non hanno mai raggiunto l’1% annuo. Un tentativo del 2018 di riorganizzare ulteriormente la raccolta in città tenendo conto delle specificità municipali (DGCa 2/2018), è stato abbandonato dopo una sperimentazione che ha interessato solo il VI e il X municipio e solo parzialmente rispetto al progetto iniziale.

Dopo una campagna di sostituzione dei cassonetti stradali con nuove versioni che hanno cambiato i colori delle raccolte secche, adeguandoli ai colori standard indicati dall’UE: giallo per la plastica (ex blu), blu per la carta (ex bianco) e grigio chiaro per l’indifferenziato (ex grigio scuro), mentre restano rispettivamente marrone e verde i colori di riferimento per la raccolta dell’umido e per le campane del vetro. I nuovi cassonetti posizionati sono sempre di tipo tradizionale, senza dispositivi per la tariffazione puntuale. 

Partendo da questa situazione, il Sindaco di Roma, nominato Commissario Straordinario di Governo per il Giubileo della Chiesa cattolica 2025 (art. 13 della L. 91/2022), con l’Ordinanza 3/2022 in agosto ha presentato un Piano di chiusura del ciclo dei rifiuti (PGR-RM) che vede nella raccolta differenziata, nel riciclo e nella riduzione dei rifiuti alcuni dei punti cardine e la base delle proiezioni di gestione a lungo termine. Gli ambiziosi obiettivi di raccolta e riciclo sono sostanzialmente gli stessi dell’atto di affidamento del servizio ad Ama (DAC 52/2015), ma spostano al 2035 il target del 70% di differenziata. In attesa di indicazioni concrete sulla strategia per riorganizzare la raccolta in base alle caratteristiche urbanistiche dei municipi, un primo passo nel frattempo è stato attuato programmando l’ampliamento e la riqualificazione di 10 dei 13 Centri di raccolta operativi, facendo leva sui fondi previsti dal PNRR. Con lo stesso obiettivo di contribuire in modo importante all’incremento della quantità e della qualità delle raccolte differenziate, il nuovo PGRRM prospetta un totale di 30 Centri di Raccolta su tutto il territorio della Capitale, iniziativa che qualora compiutamente attuata dovrebbe ridimensionare il bacino medio di utenza da oltre 230mila a 100mila abitanti per centro, riducendo anche le distanze e i tempi medi necessari agli utenti per conferire i materiali.

Gestione dei rifiuti e chiusura del ciclo

Per quanto riguarda la chiusura e la sostenibilità del ciclo dei rifiuti, la definitiva chiusura della discarica di Malagrotta – avvenuta nel 2013 senza aver previsto un’impiantistica alternativa sufficiente – ha determinato per anni una crescente dipendenza della Capitale dalle esportazioni di rifiuti e di residui di trattamento. La destinazione finale dei rifiuti 2021 vede un’autonomia di trattamento Ama del 12%, per il resto confidando su impianti nella provincia di Roma (52%), nella Regione Lazio (18%) e fuori regione (18%).

La dotazione impiantistica di Ama in funzione al 2021 conta:

  • un impianto di trattamento meccanico biologico della frazione indifferenziata (TMB di Rocca Cencia, che ha trattato il 15% dell’indifferenziato prodotto nel 2021),
  • un impianto di compostaggio (Maccarese, che ha trattato circa il 9% dell’organico prodotto),
  • due impianti di selezione del multimateriale leggero (che hanno selezionato circa il 10% della relativa raccolta),
  • un impianto mobile di tritovagliatura per l’indifferenziato (da 10 mila t/anno),

e vari siti di trasferenza.

Ancora grazie all’attribuzione al Sindaco dei poteri di Commissario Straordinario di Governo, che consentono di programmare l’impiantistica per il sub-ATO di Roma Capitale anche in deroga rispetto al Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti (PRGR, approvato con DGR Lazio 4/2020), il PGR-RM prevede di raggiungere l’autosufficienza impiantistica, attraverso:

  • 17 nuovi Centri di Raccolta;
  • 2 nuovi impianti di selezione e valorizzazione delle frazioni secche (carta/cartone, plastica, lattine) da 100mila t/anno l’uno;
  • la sostituzione dei precedenti progetti per 2 impianti di compostaggio aerobico (del 2018), con altrettanti biodigestori (da 100mila t/anno l’uno;
  • la realizzazione di un termovalorizzatore da 600mila t/anno per l’indifferenziato e gli scarti della differenziata;
  • la realizzazione di impianti per il riciclo delle ceneri e di un impianto sperimentale per la cattura di CO2.

(ultimo aggiornamento: 8 marzo 2023)

INDICATORI DEI SERVIZI PUBBLICI LOCALI E QUALITÀ DELLA VITA