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Laboratorio Roma - 3 - Verde pubblico

Laboratorio Roma 3. Verde pubblico

10/7/2020

Parchi e giardini di competenza del Dipartimento Tutela Ambientale sono stati chiusi dal 10 marzo al 4 maggio (a eccezione di quelli cui era impossibile impedire l’accesso); le aree ludiche all’interno dei parchi sono state oggetto di alcuni interventi di manutenzione e sono state riaperte solo il 16 giugno.

Circa il benessere degli animali, i canili municipali sono stati preclusi al pubblico dal 10 marzo al 21 maggio. Il Bioparco invece è rimasto chiuso dal 10 marzo al 28 maggio: in tale periodo sono stati garantiti interventi igienico-sanitari, vitto e alimentazione per gli animali (con particolare attenzione a prevenire episodi di contaminazione tra specie diverse) e sono stati effettuati interventi e lavori propedeutici alla riapertura.

La riapertura degli spazi verdi e i relativi interventi di manutenzione sono stati programmati gradualmente a cominciare dalle aree più estese, più idonee a mantenere il distanziamento. Al 27 giugno sono aperte quasi metà delle aree (358 aree su 751), che corrispondono però a due terzi della superficie totale (circa 22 milioni di mq su oltre 33 milioni di mq), con sostanziali differenze tra singoli municipi (dal II, in cui è aperto il 96% della superficie verde, al XI, 9%).

Durante l’emergenza, gli interventi di manutenzione sul verde sono stati limitati a causa delle restrizioni che hanno impedito alle ditte esecutrici provenienti da altre regioni di raggiungere Roma: sono stati effettuati per lo più interventi straordinari e sulle fioriere del Centro Storico. Il Servizio Giardini si è occupato della sanificazione delle strade con i suoi mezzi. È stato attivato per breve tempo un numero di pronto intervento per le emergenze sulle alberature: sarebbe opportuno che questa modalità di contatto, che si aggiunge al contact center 060606 e al SUS (Sistema Unico di Segnalazione), venga riproposta in altre circostanze emergenziali, se non permanentemente.

La rilevazione delle opinioni dei cittadini romani, che hanno notato solo parzialmente un miglioramento della manutenzione del verde pubblico durante il lockdown, mette in luce da un lato la grande importanza attribuita alla accessibilità delle aree verdi, dall’altro la consapevolezza dell’utilità del distanziamento sociale. L’atteggiamento responsabile tenuto dalla popolazione nelle fasi più calde dell’emergenza potrebbe quindi suggerire – qualora dovesse verificarsi una riacutizzazione del problema – di consentire l’accesso ai parchi con le dovute e necessarie restrizioni.

L’esperienza della gestione del verde pubblico durante l’emergenza indica che l’informazione sulla fruibilità delle singole aree è stata efficacemente veicolata sui siti istituzionali dell’amministrazione; altra buona pratica di comunicazione che potrebbe essere istituzionalizzata è il canale di contatto per la segnalazione di emergenze sulle alberature. In situazioni analoghe, l’accessibilità delle aree verdi è uno sfogo importante che può essere valorizzato, con ripercussioni psicologiche positive e senza pregiudicare la sicurezza sanitaria, applicando rigorosamente solo i divieti di assembramento e il distanziamento sociale. Infine, le limitazioni occorse alle attività di manutenzione sembrano suggerire l’opportunità di potenziare il personale proprio dedicato alla cura dell’importante verde di pregio di cui gode Roma Capitale.

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