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I Musei di Villa Torlonia

I Musei di Villa Torlonia

La Visita ai tre Musei di Villa Torlonia consente al visitatore un’esperienza completa sia da un punto di vista naturalistico che intellettuale. L’aspetto attuale della Villa è il frutto di tre diversi momenti storici e di tre diversi committenti: Giovanni Torlonia (1756-1829); il figlio Alessandro (1800-1880) e il pronipote Giovanni junior (1874 – 1938).

Il parco ha una superficie totale di circa 132mila mq e conserva l’aspetto ottocentesco del giardino romantico paesistico all’inglese: ampi viali e vialetti, rovine con tempietti, ville neoclassiche, il tutto inserito in una natura apparentemente selvaggia, con alberi secolari, cespugli, grotte, ruscelli e laghetti.

Tra il 1802 e il 1806 lavora alla Villa l’architetto Giuseppe Valadier. A lui si devono gli edifici neoclassici del Casino Nobile e del Casino dei Principi e la sistemazione del parco. Negli anni Trenta gli edifici sono però ampliati e ulteriormente abbelliti. Durante il Fascismo il Casino Nobile è l’abitazione di Benito Mussolini e della sua famiglia e alla fine della Seconda Guerra Mondiale la Villa diventa sede del comando alleato. Durante quest’ultimo periodo e gli anni successivi tutto il complesso subisce spoliazioni e furti. La Villa successivamente rimane in stato di abbandono e solo nel 1977 è acquistata dal Comune di Roma e quindi aperta al pubblico. Negli anni Novanta si è progressivamente cominciato un sistematico restauro degli edifici e del parco con l’apertura al pubblico anche dei Musei.

L’attuale sistemazione interna del Casino Nobile, rispecchia quella che l’edificio doveva avere intorno alla metà dell’Ottocento. Si tratta di un esempio unico per ricchezza e fastosità, che documenta la cultura artistica dell’epoca. Le sale del pianterreno e del primo piano, sono completamente rivestite di decorazioni, opera dei più noti artisti del tempo quali Bertel Thorvaldsen, Francesco Podesti, Francesco Coghetti, Luigi Fioroni e ospitano Il Museo della Villa. Attorno alla Sala da ballo, abbellita di specchi, sono disposte sale in stile gotico, neorinascimentale e neoclassico mentre al piano superiore c’è una stanza in stile egizia. Gli arredi non sono quelli originali della famiglia Torlonia, purtroppo perduti, con l’unica eccezione dei mobili della camera da letto, usati da Mussolini e ritrovati in un deposito del Provveditorato dello Stato. Le sculture esposte nel Casino sono parte dell’importante collezione Torlonia che comprende opere antiche e neoclassiche, tra le quali tre splendidi rilievi a stucco di Antonio Canova, rinvenuti nel 1997 nei sotterranei del Teatro. Due stanze del pianterreno ospitano una ricca sezione documentaria con proiezioni di filmati che documentano la storia della Villa e della famiglia Torlonia. L’ultimo piano dell’edificio ospita  il Museo della Scuola Romana, una pregevole raccolta di opere di artisti del movimento che si affermò a Roma tra le due guerre riunendo personalità di spicco quali Mafai, Antonietta Raphaël, Antonio Donghi, Cagli, Leoncillo, Trombadori, Francalancia, Mirko Basaldella, Fazzini, Ferrazzi, Pirandello, Cavalli, Capogrossi, Vespignani ed altri.

Il Casino dei Principi, collegato tramite un passaggio sotterraneo al Casino Nobile, ospita, al piano terreno, l’Archivio della Scuola Romana, mentre i due piani nobili sono destinati ad esposizioni temporanee. 

La Casina delle Civette è stata progettata nel 1840 dall’architetto Jappelli come luogo di evasione e denominata per le sue forme Capanna Svizzera. Dal 1908, cominciò a subire una progressiva e radicale trasformazione ad opera dell’architetto Gennari per volere del principe Giovanni Torlonia, assumendo l’aspetto e la denominazione di “Villaggio Medioevale”. Il piccolo edificio divenne una raffinata residenza, sviluppata su due corpi di fabbrica, con grandi finestre, loggette, porticati, torrette, decorazioni a maioliche e vetrate colorate. In seguito l'edificio cominciò ad essere denominato “Villino delle Civette” per il ricorrere quasi ossessivo del tema della civetta nelle decorazioni e nel mobilio, voluto dal principe Giovanni, uomo scontroso e amante dei simboli esoterici.

Dal 1997 è sede, di un interessante ed unico museo dedicato alla vetrata artistica. Le originarie vetrate, realizzate tra il 1910 e il 1925 dal grande artigiano romano Cesare Picchiarini su disegni di Duilio CambellottiUmberto Bottazzi e Paolo Paschetto offrono un vasto campionario che permette di capire l’affermarsi e l’evolversi dell’arte vetraia a Roma in quegli anni. La collezione originaria della Casina è stata arricchita con altre vetrate degli stessi autori e soprattutto con disegni, bozzetti e cartoni preparatori spesso riferiti proprio alle vetrate commissionate dal principe. La varietà dei materiali che arredano le stanze della Casina offre al visitatore un percorso di grande interesse, alla continua scoperta di particolari inediti e suggestivi, in un dialogo continuo tra gli esuberanti elementi decorativi dell’edificio e le opere che vi sono esposte. Al suo interno sono allestite mostre temporanee.

L’ingresso alla Villa è libero, mentre quello ai Musei è a pagamento, con un biglietto unico che permette la visita di tutti e tre i luoghi. Naturalmente anche qui è possibile entrare gratuitamente grazie alla Mic Card, che si può acquistare on line o direttamente alla biglietteria e che permette, ai residenti e domiciliati nella Città metropolitana, l’ingresso gratis a tutti i Musei in Comune per un anno.

Dai dati provenienti dalle indagini compiute dall’Agenzia per il Controllo e la Qualità dei Servizi Pubblici di Roma Capitale, il livello di gradimento da parte dei visitatori per la visita ai Musei di Villa Torlonia, negli ultimi mesi del 2019, è stato decisamente molto buono.

Le interviste agli utenti hanno espresso una qualità percepita in maggioranza sempre “buona” con pochi casi in cui è definita “abbastanza buona”. Più che sufficenti anche i riscontri sulla manutenzione e sulla pulizia, che piacerebbe intendere estesi anche alle aree della Villa che li contiene. Il 100% dei visitatori raccomanderebbe la visita a questi Musei che, infatti, hanno visto il numero degli utenti crescere gradualmente negli ultimi 5 anni, addirittura con il 16% di fruitori in più tra il 2017 e il 2018.

Le visite virtuali possono essere svolte tramite il portale Musei in Comune (http://www.museivillatorlonia.it/it/musei_digitali/tour_virtuali) e su Google Arts&Culture (https://artsandculture.google.com/partner/museo-di-villa-torlonia). Siete pronti ora per rispondere al quiz che anche questa settimana vi abbiamo proposto su Facebook.

Fig. 1. Ritratto di Elena Micucci. via Google Arts&Culture


Visita virtuale sul portale Musei in Comune: http://www.museivillatorlonia.it/it/musei_digitali/tour_virtuali
Google Arts&Culture: https://artsandculture.google.com/partner/museo-di-villa-torlonia


 

In questo articolo si parla di: Cultura digitale

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