Settori

Igiene urbana e ambiente

Gestione Rifiuti

Il servizio a Roma

La gestione dei rifiuti comprende l’intero ciclo, dalla raccolta differenziata e indifferenziata dei rifiuti, al trasporto; dalla selezione delle frazioni differenziate al riciclaggio e al riutilizzo; dal trattamento degli indifferenziati al recupero e allo smaltimento. Il gestore del servizio è Ama s.p.a., società in house di Roma Capitale (100%), cui il servizio è stato riaffidato nel 2015 per 15 anni, con scadenza 2029 (DAC 52/2015).

Dal punto di vista dimensionale, la produzione di rifiuti urbani nel primo semestre 2021 è leggermente superiore a quella del 2020, ma nettamente al di sotto della media degli anni precedenti, confermando il trend di decrescita di lungo periodo, con una produzione stimata per l’intero anno inferiore a 1,6 milioni di tonnellate e con una percentuale di raccolta differenziata del 46%

Il modello di raccolta attualmente è misto: la maggior parte dei cittadini viene ancora servita mediante raccolta tradizionale con cassonetti e campane stradali, ma vari quartieri sono serviti con modello porta a porta. A partire dal 2012 nella Capitale si raccolgono 5 frazioni, separando anche l’organico e il vetro, oltre a carta, multimateriale leggero (plastica/alluminio) e indifferenziato non riciclabile. Alla fine del 2021, è stata attuata una campagna di sostituzione dei cassonetti stradali con nuove versioni che hanno cambiato i colori delle raccolte secche, adeguandoli ai colori standard indicati dall’UE: giallo per la plastica (ex blu), blu per la carta (ex bianco) e grigio chiaro per l’indifferenziato (ex grigio scuro), mentre restano rispettivamente marrone e verde i colori di riferimento per la raccolta dell’umido e per le campane del vetro. I nuovi cassonetti posizionati sono sempre di tipo tradizionale, senza dispositivi per la tariffazione puntuale. 

Per quanto riguarda la chiusura e la sostenibilità del ciclo dei rifiuti, la definitiva chiusura della discarica di Malagrotta – avvenuta nel 2013 senza aver previsto un’impiantistica alternativa sufficiente – ha determinato una crescente dipendenza della Capitale dalle esportazioni di rifiuti e di residui di trattamento. La destinazione finale dei rifiuti raccolti nel I semestre 2021 vede un’autonomia di trattamento Ama del 14%, per il resto confidando su impianti nella provincia di Roma per il 52%, in Regione Lazio per il 18% e fuori regione per un altro 18% (90% dell’organico; 18% del multimateriale; 7% dell’indifferenziato; 62% della FOS e 100% del CSS prodotti dal TMB Ama). La dotazione impiantistica di Ama in funzione al 2021 conta:

  • un impianto di trattamento meccanico biologico della frazione indifferenziata (TMB di Rocca Cencia, che ha trattato il 16% dell’indifferenziato prodotto nel I semestre 2021),
  • un impianto di compostaggio (Maccarese, che ha trattato circa il 10% dell’organico prodotto),
  • due impianti di selezione del multimateriale leggero (che hanno selezionato circa il 10% della relativa raccolta),

e vari siti di trasferenza.

A livello regionale, il deficit impiantistico più importante riguarda il trattamento delle frazioni organiche. A tale riguardo Ama nel febbraio 2018 ha presentato in Regione Lazio i progetti per realizzare due impianti di compostaggio, per una capacità di trattamento di 120 mila tonnellate/anno. Per quanto riguarda la necessaria discarica di servizio, dopo la chiusura di Malagrotta (30 settembre 2013), non è stato ancora designato un sito alternativo per i residui urbani di Roma Capitale. Nei primi mesi del 2022, l’amministrazione ha annunciato la realizzazione di due biodigestori per l’organico e di due impianti di selezione e valorizzazione per le frazioni della carta e del multimateriale leggero.

(ultimo aggiornamento: 15 febbraio 2022)

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