Archivio newsletter febbraio 2020 - Igiene urbana e ambiente

Newsletter n. 5 del 7 febbraio 2020

Roghi tossici. Valle Galeria, Fonte Laurentina, Castel Romano, Salario, Rocca Cencia, Parco di Centocelle, Caffarella e molti altri: sono i territori interessati, in particolare nell’estate 2019, da “casi di roghi che potrebbero ricondurre alla presenza di rifiuti” e per i quali l’Assemblea Capitolina chiede che vengano valutati i requisiti per la dichiarazione di rischio di crisi ambientale, nel riscontro di “gravi alterazioni degli equilibri ecologici nel suolo e nel sottosuolo”. Questo comporterebbe tra l’altro “l’accertamento delle responsabilità ed eventuali prelievi di risorse tramite sanzioni, che finanziano un Piano di risanamento, monitoraggi e studi epidemiologici” (Mozione AC n. 12/2020).

È stata approvata in Assemblea Capitolina la mozione n. 13 del 30gennaio 2020 presentata da alcuni consiglieri per il ripristino del servizio P.I.C.S., Pronto Intervento Centro Storico decoro urbano, istituito con il compito di garantire la sicurezza del territorio e la salubrità ambientale attraverso interventi volti al contrasto del degrado (abbandono di rifiuti anche ingombranti e pericolosi, discariche abusive, veicoli abbandonati) 

e dell’abusivismo, in particolare a tutela dei parchi, dei giardini comunali e delle aree verdi. All’inizio del 2019 i P.I.C.S. contavano circa 50 agenti che, grazie a una convenzione con Ama, avevano a disposizione quattro mezzi per rimuovere i rifiuti con i quali svolgevano in media 2-3 interventi al giorno; da settembre 2019, tuttavia, la convenzione è scaduta e non è stata rinnovata.

Istituita la figura dell’ispettore ambientale - ha spiegato il consigliere capitolino Francesco Ardu, presidente della Commissione Patrimonio e politiche abitative - che avrà il compito di educare e informare i cittadini sul corretto conferimento dei rifiuti, segnalando eventuali abusi alla Polizia Locale, e controllare il territorio verificando la presenza di discariche o situazioni di degrado. Le persone incaricate di svolgere questo servizio (a titolo volontario e gratuito) parteciperanno a un corso di formazione di 20 ore e saranno individuate con l’aiuto delle associazioni sul territorio. Il progetto è stato sviluppato da Roma Capitale in collaborazione con il XV Municipio

Regione Lazio, avviato l’iter in Consiglio per l’approvazione del Piano per la gestione dei rifiuti. Lunedì 3 febbraio, in Commissione urbanistica, politiche abitative e rifiuti, l’assessore Valeriani ha illustrato il programma e gli obiettivi contenuti nel Piano: passare da una gestione lineare (raccolta e smaltimento in discarica o in termovalorizzatore) a una circolare, attraverso una riduzione della quantità prodotta, il riciclo e il riuso secondo principi di autosufficienza e prossimità. In generale, l’obiettivo che il Piano rifiuti si pone è quello di portare la raccolta differenziata su base regionale dall’attuale 47% al 70% entro il 2025 (Consiglio regionale del Lazio, 3 febbraio).

Le osservazioni del IX Municipio contro ampliamento della discarica di Cava Covalca. Il 4 febbraio il Consiglio del IX Municipio Eur ha votato all’unanimità la mozione n. 4/2020 con la quale chiede agli uffici competenti di procedere alla VIA, valutazione di impatto ambientale, per il progetto di ampliamento della discarica di rifiuti inerti di via Laurentina km 11,200 ricadente nell’ambito territoriale Ceccignola-Vallerano, attualmente in fase di autorizzazione presso la Regione Lazio. La variante, si legge nel documento, «comporterebbe un raddoppio della capacità ricettiva del sito portandola dagli attuali 48.387 mq ai futuri 82.387 mq per accogliere 535.281 metri cubi di inerti pari a circa 802.922 tonnellate con un rilascio giornaliero di 320 t/giorno». Tra i motivi per i quali il Municipio esprime parere contrario all’ampliamento della discarica, la vicinanza di parchi pubblici (Tor Pagnotta 2 e giardino pubblico di via Caccioppoli), di insediamenti densamente abitati, tra cui Vallerano, Trigoria e Fonte Laurentina, del campus scolastico dell’istituto comprensivo Finetti, di scuole dell’infanzia e nidi comunali per un totale di oltre mille studenti, del policlinico biomedico, e del capolinea di via Brunetti, dove transitano quattro linee TPL e si attesta l’interscambio con il filobus del Corridoio Laurentino. Di non secondaria importanza, si ricorda nell’atto, la zona oggetto della variante non solo è confinante con la riserva naturale di Decima-Malafede, ma è essa stessa area sottoposta al cosiddetto “vincolo Bondi” (decretoMISE del 25/01/2010) a tutela del «tipico andamento collinare dell’agro romano». Infine, nell’area di Cava Covalca sono stati censiti dalla Sovrintendenza frammenti fittili, resti di muratura e preesistenze archeologicomonumentali, alcune non datate, altre riconducibili alla tipologia di “villa romana”, tombe di epoca romana e altri resti medievali. C’è poi il rischio di un possibile dissesto idrogeologico nel perimetro dell’area che dovrà essere ampliata, caratterizzata da faglie acquifere superficiali (nelle prossimità vi passa il Rio Petroso, affluente del Tevere) e terreno permeabile di derivazione lavica. Si teme poi l’aumento delle polveri sottili e dell’inquinamento acustico, considerato il transito degli autoarticolati provenienti dal centro logistico di Santa Palomba lungo un’arteria viaria (la Laurentina) «già al collasso», e l’alterazione dei delicati equilibri dell’habitat naturale, in particolare a danno della fauna selvatica. Il progetto “Variante sostanziale di una discarica per rifiuti inerti in loc. Via Laurentina km 11,200” è stato depositato presso la Regione Lazio il 5 luglio 2019 (azienda proponente COTRAC srl); nell’elenco degli elaborati progettuali ci sono le osservazioni presentate a dicembre 2019 e a gennaio 2020 dall’Associazione Cittadini Comprensorio Vallerano, dove si evidenzia «il mancato coinvolgimento della cittadinanza locale tramite inchiesta pubblica».


Newsletter n. 6 del 14 febbraio 2020

Alle ore 19 di mercoledì 5 febbraio sono state chiuse, su disposizione della società proprietaria MAD, le due discariche di Civitavecchia e Roccasecca (cfr. anche le ragioni dellachiusura, parla limprenditore, Roma Today, 6 febbraio); nello stesso tempo, molte incertezze riguardano anche altri impianti privati come quello di Malagrotta (di proprietà della EGiovi), di ACIAM, che seppure "in assenza di formale comunicazione" ha ridotto la propria disponibilità, e quelli di CSA ed Ecosystem, che hanno già comunicato ad AMA l’indisponibilità a trattare circa 1.600 tonnellate di rifiuti solidi urbani al giorno. Lo fa sapere Ama in una nota pubblicata lo scorso venerdì 7 febbraio: l’azienda, si legge nel comunicato, «fin dallo scorso novembre ha denunciato la drammatica situazione impiantistica del Lazio, fanalino di coda d’Italia, con un deficit impiantistico per il trattamento dei rifiuti di oltre 1 milione e 420 mila tonnellate». 

Situazione raccolta rifiuti, se ne parla in Commissione Ambiente di lunedì 10 febbraio, presieduta dal consigliere Daniele Diaco. Hanno partecipato il IX e X Municipio; presente l’amministratore unico Ama, Stefano Zaghis, il quale ha chiarito che, grazie all’ingresso dei 32 nuovi compattatori grandi, risulta dimezzato il numero di servizi di raccolta saltati (da una media di 280/320 servizi di raccolta saltati a 110/150); nel momento in cui ci sono più risorse di mezzi e uomini impegnati nella raccolta, che Ama sta cercando di distribuire in maniera uniforme su tutto il territorio, ci sarà un miglioramento anche del servizio di spazzamento delle stradeIl sistema, tuttavia, è fragile e basta anche solo un minimo problema perché si creino conseguenze importanti sul decoro della città. Un sensibile miglioramento potrà essere percepito a maggio, quando cioè entreranno in funzione almeno 70 dei 102 nuovi mezzi, pesanti e leggeri, già ordinati o per i quali saranno predisposte delle gare. Per quanto riguarda il personale, entro la prossima settimana saranno ricollocati “in zone sicure” come scuole e stazioni 50 spazzini parzialmente inabili a svolgere il servizio su strada. Il bilancio, prosegue Zaghis, “sarà firmato in giornata e presentato all’azionista” (Roma Capitale). Per l’amministratore unico, comunque, il problema rimane la mancanza di impianti: “Se prima di chiudere Malagrotta nel 2013 si fosse fatto un piano industriale, attuandolo, i cittadini romani avrebbero sofferto in maniera minore anche dal punto di vista della Tari”. Dai territori le criticità rappresentate riguardano (X Municipio) lo stato del lungomare, per cui si chiedono interventi regolari e giornalieri, e (IX Municipio) il tema della migrazione dei rifiuti e l’estensione del porta a porta ai quartieri non ancora serviti: la richiesta avanzata nel 2016, infatti, non ha ancora ottenuto risposta (fonte Direttamente Roma, canale Telegram).

L’11 febbraio il Centro studi della Camera dei deputati ha pubblicato un documento per l’esame dei progetti di legge dal titolo “Disposizioni per lincremento degli impianti di gestionedei rifiuti nonché per favorire leconomia circolare. Le disposizioni previste nell’art. 1, Misure per la realizzazione di impianti per la gestione dei rifiuti, riguardano la "ricognizione dei fabbisogni impiantistici sul territorio nazionale, la nomina di commissari straordinari in caso di criticità di particolare rilevanza, la semplificazione delle procedure e l’istituzione di un Fondo presso il Ministero dell’Ambiente "finalizzato al miglioramento e al riequilibrio territoriale dell’offerta impiantistica, con una dotazione complessiva di 750 milioni di euro" (150 milioni per l’anno 2019 e 300 milioni di euro annui per ciascuno degli anni 2020 e 2021). In particolare, si prevede che lo stesso Ministero compia, sulla base dei dati comunicati dalle Regioni e in collaborazione con Ispra, delle ricognizioni sia degli impianti destinati al pretrattamento, alla selezione della frazione organica e degli imballaggi e al recupero energetico dei rifiuti urbani, assimilati e speciali non pericolosi, esistenti o in corso di realizzazione in ciascuna regione, sia del reale fabbisogno impiantistico ai fini della corretta gestione dei rifiuti stessi, nel rispetto degli obiettivi fissati dall’Ue nonché di un’adeguata autosufficienza territoriale. Viene inoltre istituito un Fondo, presso il Ministero dello Sviluppo economico, di 150 mln per investimenti in ricerca e sviluppo sull’economia circolare, con una dotazione di 100 milioni di euro annui per il triennio 2019-2021. Nel documento, nell’appendice "La ricognizione dei fabbisogni effettuata in attuazione dell’art. 35 del D.L. 133/2014", si ricorda come il D.P.C.M. 10 agosto2016 abbia già individuato, a livello nazionale, il fabbisogno residuo da coprire mediante la realizzazione di impianti di incenerimento con recupero di rifiuti urbani e assimilati, in ragione del quale è stata prevista la realizzazione di otto nuovi impianti di incenerimento sul territorio nazionale, di cui uno nel Lazio, per una capacità di trattamento di 210mila t/a (gli altri in Umbria, Marche, Abruzzo, Campania, Sardegna, Sicilia e un potenziamento per la regione Puglia). 

Rifiuti, inchiesta della Corte dei Conti per capire quanto costa ai cittadini la cronica emergenza della Capitale, quali siano le anomalie e di chi, tra Comune e Regione, le responsabilità (Eco dalle Città, 7 febbraio).

Roma, il “giallo” dei cassonetti spariti: rimossi in varie zone della città quelli carichi di rifiuti organici. Gli operatori LILA - Laboratorio idee lavoratori Ama - spiegano: i cassonetti sono stati rimossi da mezzo dotato di gru/ragno a causa del peso eccessivo che impediva agli autocompattatori di sollevarli. I contenitori per l’umido, infatti, avrebbero una capienza troppo grande, 2.400 litri, dove i rifiuti si accumulano (soprattutto dove, per via dell’emergenza, viene data priorità alla raccolta dell’indifferenziato) danneggiando il contenitore stesso; il disagio si manifesta perché, tra la rimozione e la sostituzione, può trascorrere anche un mese e nel frattempo gli utenti sono costretti a gettare gli scarti alimentari nell’indifferenziato. Da parte sua, Ama ribadisce «l’urgenza di dotarsi delle infrastrutture che mancano e che sarebbero indispensabili per superare il deficit impiantistico per il trattamento dei rifiuti» (LaStampa, 11 febbraio).

X Municipio Ostia-Litorale e Ufficio Decoro di Roma Capitale hanno stipulato un accordo per interventi sul territorio di pulizia delle scritte vandaliche che di volta in volta verranno segnalate. Ne informa l’assessore municipale all’ambiente. 

Con Memoria di Giunta n. 4 del 13 febbraio 2020 l’VIIIMunicipio determina di istituire un Punto di ascolto municipale sul decoro urbano, che avrà sede in via delle Sette Chiese e sarà aperto una mattina la settimana. Il Punto collaborerà con l’Ufficio Decoro della Direzione Tecnica e raccoglierà segnalazioni dai cittadini e Associazioni in ambito di pulizia di aree e degrado spazi abbandonati, della manutenzione e riparazione di arredi urbani, del mantenimento del verde, della “scarsa o totale assenza” di illuminazione pubblica in alcune strade e di “tutte le emergenze sul tema ambientale”. 

Italiani preoccupati per l’impatto della dispersione dei rifiuti inplastica sull’ambiente e per la sicurezza dei prodotti agroalimentari, ma solo il 56% ammette di fare la raccolta differenziata. Sono i risultati di un sondaggioDemopolis per Tg3 (11 febbraio, edizione delle 19). “Il problema Italia è la carenza impiantistica. Ridurre i rifiuti, riciclare e, ultimo, recuperare” è il commento di Claudia Salvestrini direttore operativo PolieCo.


Newsletter n. 7 del 21 febbraio 2020

Sarebbero “prive di fondamento” le notizie circolate qualche giorno fa sull’individuazione da parte dei tecnici della Città Metropolitana di Roma di 15 possibili nuovi siti dove poter collocare la futura discarica della Capitale, in alternativa all’area di Monte Carnevale indicata dalla Giunta capitolina il 31 dicembre scorso (lo riportava lagenzia distampa Dire, 18 febbraio). A negare quanto diffuso dalla stampa è Giuliano Pacetti, consigliere delegato all’Ambiente della Città metropolitana: le aree idonee sono quelle indicate nella cartografia redatta nel 2018 e inviata alla Regione Lazio, che sta procedendo all’approvazione del nuovo piano rifiuti verso il quale l’Ente metropolitano ha già presentato le proprie osservazioni: in particolare, si richiede di applicare criteri standard e oggettivi validi per tutte le province e alzare a 1.000 m dalle case sparse e 1.500 m dai centri abitati le distanze minime dagli impianti di smaltimento, che ora sono previsti a 500 e 1.000 m (Città metropolitana di Roma Capitale, 19 febbraio).

La Commissione Europea ha inviato all’Italia un invito a correggere le norme nazionali in materia di VIA, valutazione di impatto ambientale, conformando la propria legislazione alla Direttiva 2011/92/UE del Parlamento Europeo, adottata nel 2014, dove si stabilisce che la verifica sull’impatto ambientale delle opere pubbliche e private venga svolta prima che le stesse siano autorizzate. Le carenze ravvisate nella normativa del nostro paese in materia di VIA riguardano anche il modo in cui vengono disciplinate le consultazioni pubbliche. L’Italia ha a disposizione due mesi per rispondere e correggere la propria legislazione, in caso contrario la Commissione procederà all’invio di una lettera formale alle autorità italiane e quindi all’avvio di una procedura d’infrazione (Commissione Europea, 12 febbraio).

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