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Trasporti pubblici gratis per tutti, scelta sostenibile? I risultati di alcune ricerche

Trasporti pubblici gratis per tutti, scelta sostenibile? I risultati di alcune ricerche

11/3/2020 in: Trasporto Pubblico

A partire dal 1° marzo 2020, tutti i trasporti pubblici in Lussemburgo tra autobus, treni e tram, sono diventati gratuiti per tutti, residenti, turisti e viaggiatori del piccolo paese europeo che conta poco più di 625mila abitanti. Si tratta del primo paese al mondo ad aver esteso la gratuità d’accesso al tpl su tutto il territorio nazionale e senza alcuna restrizione per fasce sociali, economiche o d’età; sono infatti circa 98 città e paesi ad aver sperimentato questa formula almeno dagli anni Sessanta, ma in forme che prevedono qualche limitazione. Gli economisti tendono a sostenere l’“irrazionalità” di questa pratica in quanto antieconomica perché genera “mobilità inutile”: molte persone sceglieranno di spostarsi semplicemente perché è gratis, determinando così un aumento della domanda e un incremento dei costi per gli operatori dei trasporti e per le autorità locali. In effetti, ovunque siano state introdotte forme di trasporto pubblico gratuito, è stato osservato un aumento degli utenti, con effetti maggiormente visibili dopo diversi anni; tuttavia, la ricerca (da un articolo pubblicato nel 2013 sull’International Journal of Transportation) ha evidenziato anche che la percentuale di coloro che scelgono i mezzi, dove gratuiti, rinunciando all’auto privata è piuttosto esigua. La maggior parte di chi opta per il tpl comprende persone che in precedenza si muovevano a piedi, in bicicletta oppure non avrebbero potuto viaggiare in altro modo: nella capitale estone Tallinn, a tre anni dall’abolizione del biglietto, il numero di passeggeri in autobus è aumentato dal 55 al 63%, mentre i viaggi in auto sono diminuiti solo leggermente (dal 31 al 28%). Anche gli esperti del Cosmopolis Centre for Urban Research di Bruxelles concordano sul fatto che la gratuità del trasporto pubblico non incide significativamente sulla riduzione delle emissioni inquinanti e il miglioramento della qualità dell’aria; ebbene l’unica soluzione, secondo un’altra ricerca condotta in Germania per l’Università di Yale, confermerebbe che la scelta da parte degli automobilisti di affidarsi al trasporto pubblico non dipende dalla sua gratuità: l’unico modo per ridurre il numero di automobilisti è regolamentare l’uso dell’auto, introducendo misure come l’aumento del prezzo dei parcheggi e delle tasse sul carburante. In ogni caso, un altro fattore non trascurabile che incide a favore del trasporto pubblico resta la qualità del servizio: treni, bus e tram devono poter competere con il mezzo privato in pulizia e affidabilità. Al netto dei riferimenti citati in questo articolo pubblicato su The Conversation (5 marzo 2020), la gratuità del tpl potrebbe non costituire di per sé la soluzione alla piena sostenibilità delle città, se non si adottano anche altre misure e comportamenti; può però contribuire in maniera molto efficace a promuovere l’immagine dei trasporti pubblici come valida alternativa e, nell’ambito delle politiche sociali, favorire l’accesso a gruppi che altrimenti avrebbero avuto difficoltà a spostarsi.

In questo articolo si parla di: EuropaMobilità sostenibile

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