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Il valore aggiunto della cultura: i dati di Agis/Iulm sull'impatto economico di cinema, teatri e festival

Il valore aggiunto della cultura: i dati di Agis/Iulm sull’impatto economico di cinema, teatri e festival

È stata presentata a Roma il 14 novembre scorso la ricerca Spazi culturali ed eventi di spettacolo: un importante impatto sull’economia del territorio condotta da Agis, Associazione generale italiana dello spettacolo, e dall’Università Iulm, facoltà di Comunicazione, in collaborazione con Makno (ricerche di mercato). L’indagine misura il valoregenerato sul territorio da sale cinematografiche, teatri e festival attraverso i dati raccolti in diversi contesti italiani che ospitano realtà importanti tra cui Napoli, Torino, Macerata, Ravenna, Pesaro, Siracusa, Verona. I risultati di queste elaborazioni mostrano quanto gli eventi culturali abbiano un impatto fortemente positivo sull’economia del territorio, attivando «processi virtuosi di incremento della domanda di beni e servizi nel contesto interessato dalla struttura o dall’evento»: la presenza di una sala cinematografica, di un teatro o di un festival produrrà infatti un “effetto moltiplicatore” grazie alla domanda aggiuntiva di beni di consumo indiretti come shopping, bar e ristoranti per un totale stimato di circa 50 euro in più a spettatore, oltre alla quota del biglietto (che diventano 200 nel caso dei festival, i quali attirano spettatori anche da molto lontano e le cui spese indirette possono includere anche il pernottamento). In pratica, ogni spettatore, oltre al biglietto, acquista beni e servizi per un valore pari almeno 5 volte il prezzo di ingresso all’evento o spettacolo. La fascia di fruitori che dimostra una maggiore capacità di acquisto è quella compresa tra i 35 e i 44 anni, che spendono molto per famiglia e bambini, mentre le regioni d’Italia dove si spende di più sono quelle del Nord-Ovest, dove la spesa totale pro capite per beni e servizi correlati agli eventi culturali supera la media nazionale di 10 euro. Il ritorno economico nel contesto interessato, sia esso diretto, indiretto o indotto, è comunque «evidente e immediato» e si traduce anche in un effetto occupazionale: cinema, teatri e festival generano complessivamente in Italia 102.500 unità di lavoro.

Gli spettatori del Centro Italia, compresi quelli di Roma e provincia a cui è dedicato un focus specifico (L’impatto degli eventi culturali e di spettacolo sull’economia del territorio: Focus su Roma e Provincia), spendono circa 10 euro in meno a persona rispetto alla media nazionale, ma il valore resta comunque alto (43 euro pro capite) e l’impatto sull’economia del territorio consistente. In particolare, «gli oltre 6 milioni e 200mila spettatori che hanno frequentato un cinema della Capitale nei primi dieci mesi dell’anno [2018, dati Cinetel] hanno speso complessivamente, biglietti esclusi, 269,2 milioni di euro», generando un incremento della produzione di beni intermedi pari al doppio per ogni euro speso e un valore aggiunto di oltre 5mila unità di lavoro. I dati sulla fruizione cinematografica in particolare confermano la vitalità e l’interesse da parte del pubblico verso questo tipo di intrattenimento: «le presenze registrate solo nel Comune di Roma nei primi dieci mesi dell’anno», spiega il direttore di Impresa Cultura Italia-Confcommercio Valerio Toniolo, «rappresentano quasi il 10% del totale nazionale». Di conseguenza, «investire su spazi culturali intesi come luoghi dove la cultura diventa esperienza non può che essere l’input per aumentare ancora di più la ricaduta economica sul territorio».

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