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Cultura digitale, musei e innovazione

Cultura digitale, musei e innovazione

Per riconquistare l’attenzione e la “meraviglia” del visitatore, è necessario che gli operatori nel settore del patrimonio artistico e del mondo museale conoscano e padroneggino i nuovi scenari offerti dalla “digital transformation”, in particolare dalle inedite forme comunicative incentrate sulla narrazione di esperienze che i social stanno velocemente ridisegnando. Conoscere, emozionarsi, condividere e mostrarsi, come occasione per sentirsi protagonisti e non semplici spettatori, sono infatti parte dello stesso fenomeno: per questo è importante osservare, studiare e intercettare i comportamenti del pubblico per «conquistarne l’empatia». Così in un articolo pubblicato lo scorso 15 marzo su Agendadigitale.eu, dal titolo “Social e consumi culturali, ecco come il museo apre ai nuovi linguaggi”. Le emozioni, in particolare, danno “energia” alla mente e sono la chiave attraverso cui si attivano funzioni importanti come l’attenzione, la memoria e il ragionamento, che poi verranno codificate e maturate. Ecco perché il museo, luogo per eccellenza dentro cui si “scivola” come in un «universo di racconti», spazio «sempre più centrale per la costruzione di un nuovo modo di fare e consumare cultura e di produrre nuove forme di lavoro», deve imparare a prendere consapevolezza, ascoltare e conoscere le narrazioni del pubblico per riuscire a proporre esperienze sempre più immersive, coinvolgenti e, soprattutto, seguite.

Per «ripensare in chiave strategica» i beni culturali e dare un nuovo e decisivo impulso al patrimonio artistico, di cui l’Italia è massima espressione mondiale, tuttavia, non bastano le tecnologie, ma serve una cultura digitale corretta e attenta alle espressioni e ai contenuti degli utenti (cfr., sempre su Agenda Digitale, l’articolo “La digital transformation immersiva dei Beni Culturali”). L’esperienza culturale digitale ha un ciclo di vita complesso: si usano Internet, i social e i dispositivi mobili come canali informativi principali per il turismo d’arte, per programmare il viaggio e la visita, acquistare il biglietto e poi, in loco, disporre di “guide aumentate” e successivamente condividere il proprio vissuto e farlo correre sul filo del passaparola. I musei e gli organizzatori di mostre devono quindi seguire tutti questi passaggi, per sviluppare una strategia digitale integrata che tenga conto di tutte le esigenze in diversi ambiti di applicazione: dal marketing ai servizi didattici, dalla conservazione e documentazione del patrimonio alle relazioni con il territorio, dalla fidelizzazione del pubblico alla ricerca di nuovi target, dalla gestione dei flussi turistici alla creazione di attrazioni e allestimenti innovativi, con mostre temporanee anche virtuali.

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