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Stazioni Metro A, manutenzione degli impianti e lo stato dei lavori

Stazioni Metro A, manutenzione degli impianti e lo stato dei lavori

9/1/2020 in: Trasporto Pubblico

Dal 30 dicembre 2019 è chiusa la stazione Cornelia, dal 18 ottobre Baldo degli Ubaldi mentre Barberini è chiusa dal 23 marzo scorso: causa, “revisione ventennale di scale mobili e ascensori”. Il 16 dicembre scorso l’assessore ai trasporti Pietro Calabrese aveva presieduto a un sopralluogo presso la fermata Barberini - ne ha informato con un video su Fb, scusandosi con gli utenti per i danni arrecati - a seguito del quale “sono stati riscontrati ancora dei problemi” agli impianti di scale mobili oggetto della manutenzione straordinaria che hanno fatto slittare la riapertura della stazione, anche solo in uscita, più volte prevista e annunciata entro le festività natalizie. Tra la necessità di garantire la massima sicurezza e chiarezza sulle tempistiche, l’assessore aveva richiesto “una relazione puntuale” sull’argomento non essendo ammissibili ulteriori ritardi. Dopo numerosi incontri sul tema, mercoledì 8 gennaio si è riunita la Commissione Mobilità per fare il punto sullo stato dei lavori e conoscere le tempistiche di ripristino della funzionalità degli impianti. Presenti l’assessore alla Città in Movimento, alcuni consiglieri, i delegati Atac e i rappresentanti di  associazioni di cittadini e commercianti, che chiedono un indennizzo per i mancati introiti (stimati dal 40 al 60%, secondo Confesercenti) a causa della prolungata chiusura di Barberini. Di seguito uno schema di quanto riportato in Commissione dall’azienda dei trasporti.

Barberini. Chiusa da quasi dieci mesi, la centralissima stazione Barberini ha sei scale mobili di cui almeno quattro devono risultare funzionanti per garantirne la riapertura. Si è iniziato a lavorare su quattro di esse (il 24 settembre sono stati dissequestrati due impianti), ma una non ha ancora superato l’ultima prova di collaudo per cui Otis, la ditta a cui è affidata la manutenzione, sta procedendo alla sostituzione di un disco. La ditta, spiega Atac, non ha ancora fornito un cronoprogramma per la manutenzione delle rimanenti due scale. Non possono quindi essere garantiti tempi certi, considerato inoltre che bisogna attendere il via libera dell’Ustif, al quale verrà mandata tutta la documentazione al termine dei lavori, previsto per il 24 gennaio. Per una possibile riapertura se ne riparla quindi dopo questa data (dieci giorni circa per i collaudi di Ustif, assicura il presidente della Commissione Enrico Stefàno), verosimilmente nella prima metà di febbraio, in ogni caso solo in uscita (per garantire entrambi i flussi occorre che tutti gli impianti siano funzionanti). Per la quarta scala, sottoposta a revisione generale ed unica a non aver superato con esito positivo le prove e le verifiche, sono in corso, a  cura di Otis, le attività tecniche al termine delle quali il collaudo sarà ripetuto - fa sapere Atac in una nota.

Baldo degli Ubaldi. I primi collaudi sugli impianti sono stati svolti il 17 dicembre, il 7 gennaio sono stati effettuati alla presenza dell’Ustif i collaudi su altri due impianti, entrambi con esito positivo, quindi ne risultano sei funzionanti e agibili. Aggiornamento: la stazione è stata riaperta il 10 gennaio; lo ha comunicato Atac in una nota del 9 gennaio.

Cornelia. In questa stazione sono presenti 18 impianti. Se si riusciranno a completare i lavori per almeno otto di essi entro le 14 settimane previste e con le dovute valutazioni di sicurezza, la stazione potrà essere riaperta.

Restano poi da chiarire alcune questioni, secondo quanto richiesto dallo stesso assessore Calabrese e dal presidente della CommissioneStefàno: se le manutenzioni di Cornelia e Baldo degli Ubaldi, a differenza di Barberini, rientrano tra gli interventi ordinari e quindi previsti nel contratto con Roma Capitale, come mai non sono state programmate prima, in modo da evitare la chiusura di due stazioni contigue e limitare i disagi per l’utenza? Perché a settembre, dopo il dissequestro dei due impianti a Barberini, Atac ha deciso comunque di non intervenire su tutte e sei le scale mobili ma solo su quattro? La scelta “non è stata condivisa con l'’Assessorato”, puntualizza Calabrese, per il quale la responsabilità del mancato intervento è da ascrivere al Comune; le scuse arrivano anche dal presidente Stefàno: “gli errori ci sono stati, chi ne è responsabile pagherà”  (fonte Direttamente Roma, canale Telegram; Buongiorno Regione Lazio, puntata del 9 gennaio 2020; il video della seduta della Commissione è stato pubblicato dal presidente Stefàno sulla propria pagina social).

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