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E se Roma diventa un "brand"?

E se Roma diventa un "brand"?

«Potenziare il brand Roma mettendo a sistema le risorse del tessuto produttivo cittadino» è la “mission” dell’Assessorato allo Sviluppo economico, Turismo e Lavoro (Roma Capitale). Di un «marchio identificativo del “Made in Roma”» torna a parlare lo stesso assessore Carlo Cafarotti (Abitare a Roma, 26 ott. 2019), commentando l’avvio delle collaborazioni con istituzioni nazionali ed internazionali e i vari attori del commercio per il lancio sul web delle «produzioni capitoline di qualità»: il marchio certificherà «l’unicità e la qualità del know how capitolino» per rivitalizzare il tessuto produttivo di Roma, che sarà così riconoscibile e allo stesso tempo tutelato. Intanto, per il rilancio della città e della sua immagine dentro e fuori i confini nazionali, l’Amministrazione sembra voler puntare sul turismo di lusso: la sindaca Raggi su Facebook il 10 ottobre aveva scritto: «a Roma l’indotto del turismo fascia lusso sta dando ottimi risultati», citando i dati di una indagine Planet, a conferma, sostiene la sindaca, che «la validità delle nostre strategie volte a incrementare l’offerta lusso e a intercettare i nuovi target» sta dando i suoi risultati. Il 22 ottobre lo riporta la rubrica Roma Informa (la notizia è riproposta anche nell’edizione del 27 ottobre): «dati in crescita per il turismo di lusso. Piazza di Spagna e via dei Condotti fiore all’occhiello dell’offerta commerciale d’élite».

In questo articolo si parla di: Turismo

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