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Qualità dell'acqua e accesso alle risorse, Parlamento Europeo e Consiglio raggiungono un accordo sulla proposta di iniziativa popolare

Si chiama Right2Water, diritto all’acqua, la proposta adottata dalla Commissione europea il primo febbraio 2018 su iniziativa dei cittadini europei che aggiorna la vigente direttiva UE in materia (98/83/CE), ed è finalizzata a migliorare la qualità dell’acqua sulla base delle norme più recenti e delle ultime innovazioni tecnologiche, nonché a garantire l’accesso alle informazioni da parte dei cittadini, anche online, sulla qualità dell’acqua che esce dai propri rubinetti (right2water.eu). Attualmente, i controlli sull’acqua potabile sono effettuati in modalità “end-of-pipe” (a fine ciclo), cioè a valle del processo di erogazione e distribuzione; le nuove regole, invece, consentiranno adeguate misure di prevenzione prima che l’acqua venga immessa nella rete. Il testo è stato concordato a Strasburgo in via provvisoria dal Parlamento e dal Consiglio Europeo il 18 dicembre 2019 e accoglie le raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della Sanità per ridurre l’impatto dell’inquinamento sulle risorse naturali e sulla salute pubblica: l’accordo, infatti, attribuisce alla European Chemicals Agency il compito di garantire che vengano rispettati nuovi e aggiornati requisiti igienici per l’acqua che verrà immessa nei tubi, intercettando in maniera preventiva sostanze inquinanti come microplastiche, interferenti endocrini e altri agenti chimici contaminanti (Commissione Europea, 19 dicembre 2019; cfr. anche Revisione della direttiva sull’acqua potabile). La normativa passa ora all’approvazione formale del Parlamento e del Consiglio, per entrare in vigore entro venti giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell’UE.

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