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Parere sullo schema del Piano Regolatore degli Impianti e dei mezzi Pubblicitari (PRIP) di Roma Capitale (dicembre 2011)

In data 21 dicembre 2011, l'Agenzia ha trasmesso ai vertici dell’Amministrazione Capitolina ed ai Consiglieri Capitolini, i risultati dell'esame della proposta del Piano regolatore degli impianti e mezzi pubblicitari (PRIP) di Roma Capitale, attualmente all’esame dell’Assemblea Capitolina. L’obiettivo dell’indagine è stato quello di analizzare lo schema di Piano Regolatore degli Impianti e dei mezzi Pubblicitari (PRIP) di Roma Capitale confrontandolo con quello di Firenze e Milano allo scopo di ricavarne alcune specificità e, allo stesso tempo per indirizzare gli ulteriori atti che l’amministrazione dovrà intraprendere.

L’Agenzia, nel prendere positivamente atto del ridimensionamento nel PRIP della superficie massima consentita (da 231.000mq a 162.500mq), pone l’accento sul fatto che tale soluzione non appare ancora sufficiente a modificare in maniera determinante l’impatto ambientale negativo dell’invasione pubblicitaria. La densità di esposizione media (metri quadrati di superficie pubblicitaria per chilometro lineare di rete stradale) a Roma, attualmente pari a 48,5 mq/km, è decisamente superiore a quella di città come Bologna (10,9), Genova (17,7) e Torino (32,6). Firenze, ad esempio, ha previsto l’abbattimento tout court di più del cinquanta per cento della superficie espositiva in essere passando dai 44,9 ai 21,4 mq/km. Considerando il capoluogo toscano, con le dovute proporzioni, simile a Roma per le caratteristiche di città d’arte, una diminuzione di queste proporzioni avrebbe potuto trovare applicazione anche nella Capitale. La superficie espositiva così come determinata dal PRIP determinerebbe una diminuzione della densità a 37,3 mq/km, valore ancora elevato rispetto alle città sopracitate, mentre una diminuzione nel senso suggerito (-50%) porterebbe invece la densità a 24,3 mq/km, valore in linea con quello di Firenze.

Inoltre, l’eventuale approvazione del Piano Regolatore da parte dell’Assemblea Capitolina non rappresenta il punto di arrivo del processo di riforma del settore in quanto, per poter esplicare appieno i suoi effetti, occorre redigere ed approvare i piani di localizzazione degli impianti pubblicitari. L’Agenzia raccomanda pertanto che tali strumenti attuativi trovino pronta adozione, per evitare il consolidarsi di posizioni irregolari.

Tuttavia, anche quando fossero approvati tali strumenti, il settore delle affissioni continuerebbe a essere caratterizzato dalle criticità più volte sottolineate: un diffuso abusivismo che, per essere governato, richiederebbe risorse economiche difficilmente reperibili e la presenza di una pluralità di operatori economici che non mancherebbero di ostacolare il processo di razionalizzazione degli impianti pubblicitari. Inoltre, anche il percorso di adozione dei piani di localizzazione stessi potrebbe essere rallentato – se non intralciato – dai portatori di differenti interessi che insistono nello stesso territorio. Al fine di rendere più efficace e risolutivo il processo di riforma del settore, la soluzione che l’Agenzia ha più volte suggerito è quella di affidare in concessione tutta la superficie da attribuire ai privati tramite bando di gara, suddividendo il territorio di Roma Capitale in lotti all’interno dei quali ricomprendere uno o più piani di localizzazione.
Questa soluzione porterebbe indubbi benefici in termini di:

- decremento e migliore qualità (e omogeneità) degli spazi espositivi per le affissioni degli impianti privati;

- canone di concessione parametrato ai valori di mercato con un gettito annuo certo e maggiore dell’attuale e il contestuale azzeramento dell’evasione;

- controllo sul territorio e contrasto all’abusivismo anche a carico delle imprese vincitrici del bando.