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Uno Sguardo Su

Nuovi limiti per la PA e le società pubbliche

In sede di conversione del DL 101/2013 “Disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni“ (modificato con L. 125/2013), sono stati introdotti nuovi e ulteriori vincoli riguardanti la razionalizzazione della spesa nelle pubbliche amministrazioni e nelle società partecipate (Capo I).
Oltre a ridurre ulteriormente la spesa per auto di servizio, per studi e incarichi di consulenza (art. 1) e a modificare alcune disposizioni in tema di accesso nelle pubbliche amministrazioni, di assorbimento delle eccedenze e potenziamento della revisione della spesa anche in materia di personale (art. 2), vengono affrontati alcuni aspetti contrattuali e retributivi della dirigenza pubblica e la possibilità di rinegoziare al ribasso i contratti di servizio con le partecipate.
Per quanto riguarda il trattamento economico e la posizione lavorativa dei dirigenti delle società pubbliche controllate, in via diretta o indiretta, dalla PA (ad esclusione delle quotate e loro controllate), è stato stabilito che queste non possano inserire, in assenza di preventiva autorizzazione degli Enti soci, clausole contrattuali che al momento della cessazione del rapporto prevedano per i dirigenti benefici economici superiori a quelli derivanti ordinariamente dal contratto collettivo di lavoro applicato, pena la nullità delle relative clausole (art. 3, c. 7).
Viene inoltre disciplinato il rapporto di lavoro per i dirigenti di società pubbliche che risultino già titolari di trattamento pensionistico di vecchiaia ovvero di anzianità: nel caso in cui la società sia in perdita nell’ultimo esercizio, il rapporto di lavoro cessa improrogabilmente al 31 dicembre 2013 (con divieto di coprire, mediante nuove assunzioni, le posizioni resesi disponibili), mentre se la società registra un utile di esercizio, il trattamento medesimo è sospeso per tutta la durata dell’incarico dirigenziale (art. 3, c. 7 ter).
Riguardo i contratti di servizio con le società partecipate (sempre ad esclusione delle quotate), viene prevista la possibilità della loro revisione con diminuzione dell’importo, con conseguente riduzione degli oneri contrattuali a carico della pubblica amministrazione. In tal caso ipotesi le società e gli enti controllati procedono, entro i successivi novanta giorni, alla rinegoziazione dei contratti aziendali relativi al personale impiegato nell'attività contrattualmente affidata, intervenendo sui costi del salario accessorio (art. 3 bis).