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Euromobility: la mobilità sostenibile nei principali comuni italiani

L’indagine sulla "Mobilità sostenibile in Italia: indagine sulle principali 50 città", elaborata da Euromobility, è giunta alla sua sesta edizione.

Il rapporto, sulla base di elaborazioni su dati ISTAT, ACI, LEGAMBIENTE e altre fonti, mette a confronto una serie di indicatori relativi alle innovazioni introdotte per la gestione della mobilità (car sharing, bike sharing, mobility manager), allo stato di salute delle città in relazione alla presenza di auto di nuova generazione o alimentate a combustibili alternativi (gpl, metano), all'offerta di trasporto pubblico, alle piste ciclabili, alle zone a traffico limitato e pedonali.

La classifica finale vede Roma al 26° posto, dietro le altre grandi città con popolazione superiore a 300.000 abitanti quali Torino (1°), Milano (4°), Bologna (5°), Genova (11°), Firenze (13°), Napoli (21°), Palermo (23°) e davanti solo a Bari (30°).

Questo risultato non positivo è dovuto ad una serie di fattori concomitanti quali l’elevato indice di motorizzazione (quasi 70 veh/100*Ab, peraltro in aumento), l’elevata densità veicolare (ca. 1.500 veh/kmq), lo sforamento del limite consentito (35 gg) dei giorni di superamento del PM10 (ca. 70 giorni nel 2009 e nel 2011) e delle ore di superamento di NO2 (quasi 50 ore nel 2011, a fronte di un limite fissato a 18 ore), la media annuale più alta di Italia per l’NO2 (78 µg/m3), una non elevata disponibilità pro capite di zone a traffico limitato (inferiore a 2 mq/Ab) e di aree pedonali urbane (ca. 0,2 mq/Ab), uno scarso sviluppo (sebbene in aumento) di piste ciclabili (ca. 0,5 km ogni 10.000 Ab) e di dotazione di parcheggi di interscambio (meno di 10 stalli/1.000 autovett), l’assenza di dati sul parco autoveicoli in dotazione dell’ente, un basso tasso di auto dedicate al car sharing (0,38 ogni 10.000 Ab) e conseguente numero di utenti (8 ogni 10.000 Ab) e la scarsa disponibilità del bike sharing (1,17 bici/10.000 Ab).

Di contro, emergono alcuni aspetti positivi quali lo standard emissivo degli autoveicoli (ca. il 50% euro 4 e 5) e dei motoveicoli (solo il 23% ca. euro 0), un buon risultato per il trasporto pubblico sia in termini di offerta (oltre 60 vett*km/Ab) sia in termini di passeggeri (oltre 500 viaggi/anno/Ab) ed infine un tasso di incidentalità ed un indice di mortalità inferiore alla media nazionale.