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Controllo e qualità dei musei civici, Capitale all’avanguardia. Pubblicati gli atti della 13a edizione di “Ravello Lab”


C’è un ambito verso il quale la Capitale ha svolto, soprattutto nell’ultima decade, un ruolo d’avanguardia dal punto di vista dell’analisi e monitoraggio della qualità erogata e percepita dei servizi pubblici locali. È il settore della cultura, che a Roma viene regolato da due delibere comunali, la n. 20/2007 e la n. 273/2007, le quali forniscono linee guida e indirizzi per la predisposizione dei contratti di servizio tra l’amministrazione e i soggetti erogatori oltre che affrontare, più o meno approfonditamente, anche il tema degli indicatori: l’individuazione di appositi standard ed indicatori di qualità, infatti, permette sia di identificare in maniera oggettiva e senza ombra di dubbio quale sia esattamente l’obiettivo pubblico, sia di sottoporre l’operato del gestore al vaglio del raggiungimento degli obiettivi così esplicitati. In futuro l’amministrazione potrebbe valutare il monitoraggio, oltre che degli obiettivi relativi alla regolarità dei servizi erogati, anche di obiettivi come l’audience developement e gli impatti sociali generati dall’offerta culturale.
Tutto questo, e molto altro, viene trattato nel capitolo Accountability, indicatori e standard di qualità per i musei civici, Atti del XIII convegno “Ravello Lab” promosso da Federculture in collaborazione con il Centro universitario europeo per i beni culturali che si è tenuto nella sontuosa cornice della costiera amalfitana dal 25 al 27 ottobre scorso: un momento di sintesi e confronto sui temi della fruizione pubblica dei servizi culturali, con uno sguardo trasversale a tutti i settori coinvolti nell’“impresa cultura”. La relazione è stata pubblicata sulla rivista on-line “Territori della Cultura”, numero speciale 34, 2018. L’incontro si è articolato in due gruppi di argomenti: il primo riguarda la valorizzazione e promozione dei beni artistici e la riflessione attorno alla “costituzionalità” del diritto alla cultura, in virtù del quale i cittadini devono essere coinvolti e incentivati all’accesso ai beni e alle attività culturali superando il pregiudizio, purtroppo ancora attuale, della cultura come bene accessorio, non essenziale, e quindi sacrificabile. Il secondo panel, più tecnico, ruota attorno al benefico impatto economico e sociale della “cooperazione culturale” e alla sua incidenza sull’occupazione, in particolare giovanile. Nel 2018, l’Agenzia ha contributo alla stesura del Rapporto Annuale di Federculture e ha partecipato a Ravello Lab.