Archivio newsletter gennaio 2020 - Mobilità

Newsletter n. 1 del 10 gennaio 2020

Stazioni Metro A, manutenzione degli impianti e lo stato dei lavori. Il 16 dicembre scorso, l’assessore ai trasporti Pietro Calabrese aveva presieduto a un sopralluogo presso la fermata Barberini - ne ha informato con un video su Fb, scusandosi con gli utenti per i danni arrecati - a seguito del quale “sono stati riscontrati ancora dei problemi” agli impianti di scale mobili oggetto della manutenzione straordinaria che hanno fatto slittare la riapertura della stazione, anche solo in uscita, più volte prevista e annunciata entro le festività natalizie. Tra la necessità di garantire la massima sicurezza e chiarezza sulle tempistiche, l’assessore aveva richiesto “una relazione puntuale” sull’argomento non essendo ammissibili ulteriori ritardi. Dopo numerosi incontri sul tema, mercoledì 8 gennaio si è riunita la Commissione Mobilità per fare il punto sullo stato dei lavori e conoscere le tempistiche di ripristino della funzionalità degli impianti. Presenti l’assessore alla Città in Movimento, alcuni consiglieri, i delegati Atac e i rappresentanti di associazioni di cittadini e commercianti, ai quali la chiusura prolungata di Barberini avrebbe comportato dal 40 al 60% di introiti in meno, secondo una stima di Confesercenti. Di seguito un breve riepilogo di quanto emerso in Commissione.

Barberini. Chiusa da quasi dieci mesi, la centralissima stazione ha sei scale mobili di cui almeno quattro devono risultare funzionanti per garantirne la riapertura. Si è iniziato a lavorare su quattro di esse (il 24 settembre sono stati dissequestrati due impianti), ma una non ha ancora superato l’ultima prova di collaudo per cui Otis, la ditta a cui è affidata la manutenzione, sta procedendo alla sostituzione di un disco. La ditta, spiega Atac, non ha ancora fornito un cronoprogramma per la manutenzione delle rimanenti due scale. Non possono quindi essere garantiti tempi certi, considerato inoltre che bisogna attendere il via libera dell’Ustif, al quale verrà mandata tutta la documentazione al termine dei lavori, previsto per il 24 gennaio. Per una possibile riapertura se ne riparla quindi dopo questa data (dieci giorni circa per i collaudi di Ustif, è la valutazione del presidente della Commissione Enrico Stefàno), verosimilmente nella prima metà di febbraio, in ogni caso solo in uscita (per garantire entrambi i flussi occorre che tutti gli impianti siano funzionanti). Per la quarta scala, sottoposta a revisione generale ed unica a non aver superato con esito positivo le prove e le verifiche, sono in corso, a  cura di Otis, le attività tecniche al termine delle quali il collaudo sarà ripetuto - fa sapere Atac in una nota.

Baldo degli Ubaldi. I primi collaudi sugli impianti sono stati svolti il 17 dicembre, il 7 gennaio sono stati effettuati alla presenza dell’Ustif i collaudi su altri due impianti, entrambi con esito positivo, quindi ne sono risultati sei funzionanti e agibili. La stazione è stata riaperta il 10 gennaio, come comunicato da Atac in una nota.

Cornelia. In questa stazione sono presenti 18 impianti. Se si riusciranno a completare i lavori per almeno otto di essi entro le 14 settimane previste e con le dovute valutazioni di sicurezza, la stazione potrà essere riaperta.

Restano poi da chiarire alcune questioni, secondo quanto richiesto dallo stesso assessore Calabrese e dal presidente della Commissione Stefàno: se le manutenzioni di Cornelia e Baldo degli Ubaldi, a differenza di Barberini, rientrano tra gli interventi ordinari e quindi previsti nel contratto con Roma Capitale, come mai non sono state programmate prima, in modo da evitare la chiusura di due stazioni contigue e limitare i disagi per l’utenza? Perché a settembre, dopo il dissequestro dei due impianti a Barberini, Atac ha deciso comunque di non intervenire su tutte e sei le scale mobili ma solo su quattro? La scelta “non è stata condivisa con l'’Assessorato”, puntualizza Calabrese, per il quale la responsabilità del mancato intervento è da ascrivere al Comune; le scuse arrivano anche dal presidente Stefàno: “gli errori ci sono stati, chi ne è responsabile pagherà”  (fonte Direttamente Roma, canale Telegram; BuongiornoRegione Lazio, puntata del 9 gennaio 2020; il video della seduta dellaCommissione è stato pubblicato dal presidente Stefàno sulla propria pagina social).

La stazione MA Barberini è chiusa per interventi straordinari dal 23 marzo 2019, mentre gli interventi ordinari imposti dalla scadenza della “revisione ventennale di scale mobili e ascensori” hanno riguardato, sempre sulla Linea A, le stazioni di Baldo degli Ubaldi, chiusa dal 18 ottobre 2019 (Atac ne ha dato notizia sul proprio canale informativo Twitter il 12 ottobre) e riaperta a inizio servizio di venerdì 10 gennaio, e Cornelia, chiusa dal 30 dicembre (la comunicazione all’utenza è del 17 dicembre).


Newsletter n. 2 del 17 gennaio 2020

Metro C, proseguono le attività del CIPE per il finanziamento del prolungamento delle gallerie della linea e lo spostamento del fine della tratta alla stazione Venezia. Dopo le positive verifiche del Ministero dell’Economia e delle Finanze, la delibera è in fase di formalizzazione e a breve verrà firmata dal Presidente del Consiglio (fonte Comitato Metro X Roma).

Mobilità: “momento d’oro” e numeri in crescita per metropolitaneleggere e tram in #Europa con 9.296 km di linee e oltre 10 mld di passeggeri trasportati ogni anno. Milano seconda per estensione della rete (189,5 km) dopo Berlino (193,2) Dati @UITPnewshttps://uitp.org/sites/default/files/LRT_EU_PR.pdf 


Newsletter n. 3 del 24 gennaio 2020

In Commissione Mobilità venerdì 24 gennaio si è parlato di micromobilità elettrica, anche alla luce del recente mutamento del quadro normativo con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (Supplemento ordinario n. 45L del 30 dicembre 2019) della norma che equipara i monopattini elettrici ai velocipedi (biciclette); in particolare, il Ministero dei Trasporti sta lavorando ad alcuni aspetti come l’obbligo da parte dei monopattini di utilizzare i segnali di sicurezza e i limiti di velocità. Presenti i delegati dell’Assessorato alla Città in Movimento, il Dipartimento Mobilità, Roma Servizi per la Mobilità, Polizia Locale, associazioni di utenti e alcuni operatori privati (Tier Mobility, Bird Italia, Helbiz). Il settore dello sharing è “in fermento”, sottolinea il presidente di Commissione Stefàno, mentre dall’Assessorato informano della volontà di far partire il servizio di micromobilità elettrica in condivisione con delle Linee guida simili a quelle che regolano il bike sharing, fermo restando che “la chiave è il controllo del territorio e della flotta”. Le Linee guida potrebbero essere pronte già la prossima settimana, e a febbraio saranno presentate in Giunta: Roma sarà così tra le prime grandi città italiane ad adottare una delibera di questo tipo.  L’idea, condivisa anche dagli operatori, è di iniziare con pochi mezzi e incrementarli con il tempo (da 750 fino a un massimo di 1.000) ed estendere il servizio anche alle periferie. Allo stesso tempo, anche “gli utenti dovranno essere educati”. Un altro problema riguarda gli stalli: deve essere avviata un’attività con gli uffici per reperirne di nuovi necessariamente tra quelli che oggi sono dedicati alle auto, tutelando gli spazi pedonali (fonte #DirettamenteRoma, canale Telegram).

Roma Lido, l’appello del Comitato Pendolari. Il 21 gennaio si è tenuta ad Acilia un’assemblea del Comitato Pendolari della Roma-Lido, dopo essere stati ricevuti in Regione; dal 1? luglio 2020, infatti, Astral subentrerà definitivamente ad Atac nella gestione delle infrastrutture, mentre a partire dal 1? gennaio fino al 1? luglio 2020 la società regionale affianca la municipalizzata capitolina nella manutenzione ordinaria e straordinaria; l’investimento previsto per la linea è di 180 mln per la realizzazione di interventi quali “recinzioni e barriere fonoassorbenti, un nuovo deposito Ostia Lido, attività di manutenzione straordinaria del materiale rotabile esistente, potenziamento e risanamento della linea elettrica, rinnovo totale della linea, compresi i deviatoi” (Regione Lazio, 27 dicembre 2019). Ma non diminuiscono le preoccupazioni dei pendolari: in un post sul proprio blog, il Comitato spiega infatti che “il primo dei 5 treni arriverà nel 2023” e gli altri andranno via via a rimpiazzare quelli che sono ormai giunti a fine vita e che “già oggi non riescono a garantire il livello di servizio previsto dal contratto di 172 corse giornaliere”. I pendolari si chiedono quindi “cosa succederà fino al 2023, con 15 treni di cui 7 a pezzi” (cfr. anche #DirettamenteRoma, canale Telegram).

Atac ha pubblicato il bando di gara n. 2/2020 per l’affidamento in concessione a fini pubblicitari degli spazi interni ed esterni delle vetture autotramviarie in servizio sulla rete urbana di Roma, per un valore stimato (ricavo minimo presunto) di quasi 11mila euro in due anni, più un eventuale anno di rinnovo per il quale si stima un ulteriore ricavo di oltre 3.600 euro. Gli spazi utilizzabili saranno quelli delle 2.634 vetture adibite al trasporto pubblico di linea tra autobus, filobus e tram appartenenti al parco mezzi di Atac e Roma Tpl. Il criterio di aggiudicazione è al prezzo più basso. Termine per il ricevimento delle offerte è il 24 febbraio. Lo sfruttamento commerciale e pubblicitario di mezzi, infrastrutture e aree di proprietà di Atac o ad essa affidati rientra nelle “attività accessorie”.

Primo minibus elettrico a guida autonoma inizia a Torino un periodo di prova per quattro mesi (Italpress, 16 gennaio).

Attivata a breve la 121, la terza linea completamente elettrica circolerà al centro (Odissea Quotidiana).

Metro A, la stazione Barberini non riaprirà entro gennaio. Esito negativo dopo l’ultimo sopralluogo dei tecnici Ustif (Roma Today, 23 gennaio).

Trasporto pubblico, abbonamenti e agevolazioni tariffarie: le novità del 2020, Roma Today, 20 gennaio.

Quanto costa viaggiare in giro per il mondo con i mezzi pubblici? (Info Data Sole 24 Ore, 19 gennaio).


Newsletter n. 4 del 31 gennaio 2020

Il Consiglio del X Municipio ha approvato, il 23 gennaio, la Risoluzione n. 6 con la quale chiede congiuntamente alla Regione Lazio e ad Atac/Cotral di procedere con la messa in sicurezza della linea Roma-Lido eliminando le alberature secche presenti all’interno dell’asse ferroviario: un problema, si legge nell’atto, che provoca «gravi disagi, aggravando ulteriormente il servizio». Il Municipio sta già portando avanti la rimozione preventiva degli alberi privi di attività vegetativa sul proprio territorio.

Roma-Giardinetti diventa Metro G, progetto al Mit. È stato illustrato in una partecipatissima seduta della Commissione Mobilità il progetto di rinnovo della linea: sarà servita da tram ultramoderni che correranno attraverso 29 fermate tra Tor vergata e la Stazione Termini. Entro il 30 aprile Roma Capitale dovrà presentare al Ministero il progetto rivisto alla luce delle prescrizioni imposte, i lavori non partiranno prima del 2022 (Trasporti-Italia, 28 gennaio). Bene ogni progetto per riportarebinari a Roma, ma manca un cronoprogramma è il commento di Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio(RadioColonna, 28 gennaio). 

Referendum Tpl, se ne torna a parlare dopo la sentenza del TAR. Il Consiglio del II Municipio, con Mozione n. 1/2020 del 24 gennaio 2020, sollecita la sindaca di Roma a proclamare ovvero annunciare e riconoscere ufficialmente l’esito delle consultazioni referendarie che si sono tenute l’11 novembre 2018, perché “possa determinarsi pubblicamente sull’indirizzo espresso dalla comunità cittadina”. I romani erano stati chiamati a esprimersi (quesito 1) sulla possibilità di affidare tutto il servizio di trasporto pubblico locale - metropolitano e di superficie, su gomma o rotaia - ad altri gestori, anche più di uno, mediante gare pubbliche, e (quesito 2) sulla promozione di servizi di trasporto collettivo non di linea da affidare a imprese operanti in concorrenza. Il referendum consultivo (quindi non vincolante) in materia di trasporto pubblico locale è promosso dal Comitato “Mobilitiamo Roma” e tutti i numeri sulla partecipazione in esito allo scrutinio, compresi i risultati e le percentuali di affluenza, sono contenuti nel verbale delle operazioni di voto, redatto il 13 novembre 2018 dall’Ufficio Centrale per il referendum. Il documento è stato pubblicato sul sito di Roma Capitale - ma non sull’Albo Pretorio - “in data non nota e non altrimenti conoscibile”, come scritto nella sentenza n. 13825 del 3 dicembre 2018 pronunciata dal TAR del Lazio che ha accolto il ricorso presentato dal Comitato promotore. Non basta la semplice pubblicazione del verbale per assolvere a tutti i doveri “sul piano della trasparenza e della conoscibilità da parte della cittadinanza”, Roma Capitale dovrebbe, secondo la sentenza del TAR, procedere alla proclamazione dei risultati informando la cittadinanza del risultato che ha visto prevalere i “sì”, sebbene con un’affluenza molto bassa. È vero che la normativa nazionale, con una legge del 1979, in caso di mancato raggiungimento del quorum richiesto non prevede la proclamazione pubblica; ma nello statuto di Roma Capitale il quorum era stato abolito il 31 gennaio 2018 (DAC n. 5/2018), in linea con quanto espresso nel Codice dibuona condotta sui referendum adottato nel 2006 dalla Commissione europea per la Democrazia attraverso il Diritto: l’art. 10, nella nuova formulazione, recita infatti che “le proposte sottoposte a referendum sono approvate se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi, indipendentementedal numero dei partecipanti al voto”. 

I risultati del referendum. Su un totale di 388.283 votanti (il 16,38% degli aventi diritto, la soglia del quorum 33,3%), al primo quesito hanno espresso parere favorevole 291.587 cittadini (i contrari sono stati 94.835), mentre al secondo quesito hanno risposto affermativamente 286.889 votanti (98.585 i “no”).