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Nuovo Piano Regionale rifiuti verso l'approvazione- Intervento del Presidente dell'Agenzia, Carlo Sgandurra


Il 3 febbraio è iniziato l’iter di approvazione definitiva del nuovo Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti (PRGR). Il Presidente dell’Agenzia, Carlo Sgandurra, interviene ribadendo l’opportunità di valutarne la portata sulla base di un approccio tecnico-scientifico, e a questo proposito delinea alcune preliminari considerazioni in esito a un contributo sull’ottimizzazione del ciclo dei rifiuti a Roma elaborato in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria Ambientale dell’Università La Sapienza.
 
Su queste basi, l’Agenzia non può non condividere l’opinione dell’Assessore ai rifiuti della Regione Lazio, Massimiliano Valeriani, a proposito dell’importante sottodimensionamento della capacità di trattamento regionale della frazione organica da raccolta differenziata (FORSU), ma nello stesso tempo rileva la carenza nel PRGR di una programmazione impiantistica diversa dal solo compostaggio aerobico, laddove la digestione anaerobica della FORSU con produzione di biometano garantirebbe un miglior bilancio economico, energetico e ambientale (grazie alla riduzione delle emissioni di CO2). La previsione regionale di tale tecnologia appare invece limitata al trattamento prioritario della FOS (frazione organica stabilizzata) derivante dai TMB e solo in via residuale della FORSU.
 
Più in generale, e in ragione della forte dipendenza dell’Italia dalle importazioni di combustibili fossili per far fronte al proprio fabbisogno energetico, non si intravede una contrapposizione fra recupero energetico - in termini sia di produzione di biometano, sia di energia elettrica e termica - e riciclo/riuso, al quale invece sembrano limitarsi le dichiarazioni contenute nel Piano. Piuttosto, proprio questa dipendenza dovrebbe indurre a ottimizzare il sistema di gestione circolare dei rifiuti ricorrendo a entrambe le soluzioni.
 
Per quanto riguarda in particolare la rappresentata capacità di termovalorizzazione regionale, l’impianto di San Vittore, che nel 2018 ha soddisfatto circa 360mila tonnellate di rifiuti, sarà sufficiente a gestire il CSS (combustibile solido secondario) derivante dal trattamento dei rifiuti indifferenziati regionali a partire dal 2022 solo se verranno rispettati gli scenari di Piano che prevedono una riduzione dei rifiuti e della raccolta differenziata, previsione tuttavia già disattesa per le annualità 2018 e 2019.
 
In conclusione, proprio in questo momento istruttorio, si ritiene necessario approfondire tali aspetti per garantire una pianificazione più realistica e una dotazione impiantistica più adeguata agli effettivi flussi regionali, che sollevi anche la Regione Lazio dalla dipendenza alle esportazioni per la chiusura del ciclo dei rifiuti.