Vai al contenuto principale
  • Home >
  • In Evidenza >
  • Trattamento della frazione organica, ulteriori riflessioni

In Evidenza

Trattamento della frazione organica, ulteriori riflessioni

Venerdì 15 novembre il presidente dell’Agenzia, Carlo Sgandurra, è stato ospite della trasmissione Buongiorno Regione, andata in onda su Rai Tre, con un’intervista sul tema dei rifiuti a Roma. Commentando le ripercussioni che le criticità del servizio comportano per tutta la cittadinanza, il presidente ha brevemente illustrato i più recenti risultati del monitoraggio permanente della qualità erogata per il servizio di igiene urbana, nel quale sono riportati i dati relativi agli obiettivi di decoro, funzionalità/fruibilità dei cassonetti e pulizia strade (http://www.agenzia.roma.it/home.cfm?nomepagina=news&id=214).
Il presidente sottolinea che le difficoltà della raccolta sono in parte dovute anche a un deficit impiantistico determinato dall’aver chiuso Malagrotta (2013) senza predisporre soluzioni alternative, per cui la dotazione esistente non è adeguata alla produzione di rifiuti della Capitale. Tale deficit non è pienamente colmato neppure dal nuovo Piano rifiuti della Regione Lazio, come già esposto nel documento “Osservazioni sul Piano Regionale di Gestione Rifiuti” che l’Agenzia ha redatto in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria civile, edile e ambientale dell’Università La Sapienza. In particolare, gli scenari previsti sono basati su dati 2017, mentre le proiezioni al 2018 sono state già disattese; inoltre, il Piano non sembra sufficiente a fronteggiare il fabbisogno di trattamento della frazione organica (umido): il ricorso al compostaggio domestico, di comunità o agli impianti di piccola scala, come linea strategica di sviluppo del settore, non solo sembra difficilmente applicabile in maniera estensiva e diffusa alla realtà metropolitana romana, ma, rispetto ai grandi impianti, comporta anche un minor controllo che può compromettere la qualità del compost finale. I recenti chiarimenti normativi (“End of Waste”) hanno poi messo in luce quanto la tecnologia di trattamento dell’organico più efficiente sia la digestione anaerobica con produzione di biometano, in primo luogo perché il gas prodotto è utilizzabile come fonte di energia, inoltre perché se ne ricava un compost di elevata qualità, generando un minore impatto ambientale con ridotte emissioni odorigene.
Per i motivi sopra esposti, si ritiene che i progetti per i due impianti di compostaggio Ama, che stanno completando il loro iter autorizzativo, possano e debbano essere trasformati secondo le più aggiornate tecnologie di digestione anaerobica, con l’auspicio che le riflessioni fin qui condivise possano essere tempestivamente recepite in corso d’opera da tutti gli enti coinvolti: a dimostrazione che la Regione Lazio, Roma Capitale e Ama, riescono già in questa fase ad agire concretamente per dare un segnale di cambiamento nella gestione dei rifiuti della Capitale, con ripercussioni positive sulla sostenibilità economica e ambientale dell’intero settore e un tangibile miglioramento del servizio per la città.