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Uno Sguardo Su

ACI e ISTAT: incidentalità stradale nel 2013

L’Istat, in compartecipazione con Aci, ha recentemente pubblicato i risultati delle statistiche riguardanti l’incidentalità stradale nel 2013 sul territorio nazionale; il campo di osservazione è formato dai sinistri stradali verbalizzati e che hanno comportato danni alle persone (morti entro 30 giorni e/o feriti).
Dall’analisi emerge che in Italia nel 2013 si sono registrati 181.227 incidenti, con una diminuzione del 3,7% rispetto al 2012; i sinistri i più gravi avvengono sulle strade extraurbane (escluse autostrade), le circostanze sono ancora troppo spesso gli errati comportamenti alla guida (mancato rispetto della precedenza, distrazione e alta velocità) e la tipologia più diffusa è lo scontro frontale-laterale.
Le vittime della strada nel 2013 in Italia sono state 3.385 (-9,8% rispetto al 2012), mentre i feriti sono stati 257.421 (-3,5% rispetto al 2012); a livello europeo (Ue28), le persone decedute sono state 26.010 con una riduzione del 8,1%.
Sebbene da questi dati l’Italia possa apparire molto virtuosa nel seguire le direttive europee riguardanti la sicurezza stradale per il decennio 2011-2020 (dimezzamento delle vittime rispetto al 2010), ciò nonostante, se si analizza il tasso di mortalità per milione di abitanti, l’Italia si colloca al 14° posto con 56,2 morti per milione di abitanti contro 51,4 della Ue28 (nel 2010 tali valori erano del 62,8 per l’Italia e 69,4 per l’Ue28), dietro Regno Unito (28), Spagna (36), Germania (41,5) e Francia (49,6).
Informazioni molto utili alla programmazione degli interventi sono i dati registrati nei grandi comuni italiani (Torino, Milano, Verona, Venezia, Trieste, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Bari, Palermo, Messina, Catania.), dove si è concentrato il 32% degli incidenti nazionali (Roma 9,5%, Milano 6,7%).
Considerando separatamente strade urbane e extraurbane, il numero di morti per 100mila abitanti, per le strade urbane, registra valori compresi fra il 0,76 di Venezia e il 6,27 di Catania (Roma 3,67), mentre per le extraurbane i valori sono compresi fra il 0,23 di Torino e il 2,48 di Messina (Roma 1,42). Per il complesso dei grandi comuni, la percentuale di conducenti deceduti (62% ) è inferiore a quella nazionale (67,9%), mentre per i pedoni il discorso si ribalta, circa il 30% contro la media nazionale del 16,2% (Roma 39 casi, pari al 33,3% dei decessi di pedoni nei grandi comuni).
Come era lecito attendersi, anche per i grandi comuni la categoria di veicoli maggiormente coinvolta è l’autovettura (60,4%; media nazionale 67,5%), seguita dai motocicli (22,5%; media nazionale 12,8%); analogamente alle statistiche nazionali, la tipologia più diffusa di incidente è lo scontro frontale-laterale.