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Uno Sguardo Su

La riforma dei servizi pubblici locali

Rispettando gli indirizzi comunitari in materia di concorrenza, l'articolo 15 del decreto legge n. 135 del 2009 introduce alcune disposizioni sui servizi pubblici locali di rilevanza economica; in particolare la nuova disciplina:
- esclude dalla disciplina di carattere generale sui servizi pubblici locali la distribuzione di energia elettrica, il trasporto ferroviario regionale e la gestione delle farmacie comunali (il settore del gas era già stato escluso dalla legge 99/2009, art. 30, comma 26);
- offre la possibilità di affidare la gestione dei servizi pubblici locali a società a capitale misto pubblico-privato, purché il socio privato venga selezionato attraverso gare “a doppio oggetto” (sulla persona e sull’attività) e acquisisca una partecipazione non inferiore al 40 per cento;
- introduce un silenzio assenso (decorsi sessanta giorni) relativo al parere dell’Antitrust in caso di affidamenti in house;
- per gli affidamenti non conformi, prevede una disciplina transitoria con tre diverse scadenze: per gli affidamenti in house, il 31 dicembre 2011 ovvero alla scadenza del contratto se, a quella data, gli enti affidanti cedono ai privati il 40% della proprietà; per gli affidamenti a società quotate, alla scadenza del contratto se la quota pubblica scende, anche progressivamente, sotto il 40% entro il 30 giugno 2013 e sotto il 30% entro il 31 dicembre 2015, oppure entro il 30 giugno 2013 o il 31 dicembre 2015; in tutti gli altri casi la scadenza è al 31 dicembre 2010)
- stabilisce i principi della piena ed esclusiva proprietà pubblica delle risorse idriche e dell’autonomia gestionale del soggetto gestore affidatario del servizio.