Vai al contenuto principale

Uno Sguardo Su

Antitrust e gestione dei rifiuti nel Lazio

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato – AGCM, nell’ambito della sua attività istituzionale di segnalazione e consultiva, ha formulato nel corso della sua adunanza del 31 luglio 2013 alcune considerazioni in merito alla gestione dei rifiuti urbani nella regione Lazio, trasmettendole in data 4 settembre 2013 al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, al Presidente della Regione Lazio, al Sindaco di Roma Capitale e al Commissario delegato per l’emergenza ambientale nel territorio di Roma e provincia (AS 1073, pubblicato sul Bollettino Settimanale n. 35 del 9 settembre 2013).
La segnalazione, che sviluppa nella sua parte introduttiva una serie di considerazioni basate su diverse fonti regolamentari/normative, oltre a dati pubblicati su alcune ricerche (Utilitatis, ISPRA), pone l’accento sulle principali criticità del sistema di gestione dei rifiuti adottato dalla Regione Lazio:
- scarso sviluppo della raccolta differenziata;
- sottoutilizzo degli impianti di TMB deputati a produrre CDR/CSS;
- insufficiente capacità di lavorazione del CDR/CSS da parte dei termovalorizzatori del Lazio, non autorizzati a trattare materiale indifferenziato;
- conseguente eccessivo ricorso allo smaltimento in discarica.
Le considerazioni dell’AGCM proseguono poi sul fronte della definizione solo parziale delle tariffe di trattamento/smaltimento da parte della Regione e dell’importo non elevato dell’ecotassa per la discarica. La segnalazione giunge quindi alla conclusione che la regolamentazione della Regione Lazio in tema di rifiuti presenta rilevanti criticità di ordine concorrenziale che non hanno finora consentito lo sviluppo di un sistema di gestione dei rifiuti efficiente e finalizzato alla creazione di filiere concorrenti nelle fasi a valle della raccolta e alla minimizzazione dei costi a carico dei cittadini, citando al proposito dei dati contenuti nella nostra Relazione annuale 2011-12.
L’Antitrust confida infine in una revisione della regolamentazione settoriale da parte della Regione Lazio, auspicando:
- la rimozione di un assetto di regolazione parziale della filiera del CDR/CSS, ed, in prospettiva, una progressiva de-regolazione anche dei corrispettivi di conferimento agli impianti di trattamento;
- la cessazione dei profili discriminatori della regolamentazione a favore di AMA;
- una eventuale estensione dell’autorizzazione dei termovalorizzatori laziali ad incenerire direttamente i rifiuti indifferenziati;
- l’assunzione di iniziative finalizzate alla promozione della raccolta differenziata;
- lo svolgimento di un’efficace attività di monitoraggio (con eventuale intervento) dei flussi e dei comportamenti degli operatori attivi nelle fasi di trattamento e termovalorizzazione.