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Uno Sguardo Su

Decreto “del fare” e società strumentali in house

Con l’approvazione del DL 69/2013 (cosiddetto decreto “del fare”), convertito nella L. 98/2013, è intervenuta, con l’art. 49, una modifica all’art. 4 c. 1 lett. b del DL 95/2012 (convertito con modificazioni nella L. 135/2013, decreto “spending review 2”):
1) il termine del 30/06/2013 inizialmente assegnato per la cessione delle partecipazioni nelle società strumentali in house, è stato prorogato al 31/12/2013 (facendolo così coincidere con quello già stabilito per la liquidazione della società);
2) il termine del 01/01/2014 inizialmente assegnato per poter ancora ricevere affidamenti diretti o proroghe di quelle già esistenti, è stato prorogato al 01/07/2014.
Su quali siano le società destinatarie di tale modifiche temporali, va evidenziata la recente decisione del 17/06/2013, n. 53, della Corte dei Conti sez. regionale di controllo per la Regione Liguria, che ha espresso il parere che l’art. 4 c.1 del DL 95/2012 riguardi le società controllate direttamente o indirettamente dalle pubbliche amministrazioni che abbiano conseguito nell'anno 2011 un fatturato da prestazione di servizi a favore di pubbliche amministrazioni superiore al 90 per cento, mentre l’art. 4 c. 8, in quanto disciplina speciale, si rivolge alle società a capitale interamente pubblico nel rispetto dei requisiti richiesti dalla normativa e dalla giurisprudenza comunitaria per la gestione in house (fattispecie che per molti autori sembrerebbe coincidere con quella delineata dall’art. 13 del decreto Bersani, DL 223/2006 convertito nella L. 248/2006).
Qualora l’ente locale adottasse tale impostazione, avrebbe la necessità di dover procedere ad una ricognizione sistematica delle diverse società strumentali partecipate, adottando la distinzione tra quelle previste dall’art. 13 del decreto Bersani e quelle previste dall’art. 4 c. 1 prima parte “spending review 2”.