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Uno Sguardo Su

Nuovi servizi per le farmacie comunali

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 67 del 20 marzo 2013, il decreto ministeriale dell’11 dicembre 2012 fissa il quadro normativo di riferimento e i criteri in base ai quali subordinare l’adesione delle farmacie pubbliche ai nuovi servizi previsti dal D.Lgs. n.153/2009, quali ad esempio l’assistenza domiciliare integrata, l’autodiagnosi, le prestazioni infermieristiche e fisioterapiche e le prenotazioni di prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale presso sia strutture sanitarie pubbliche sia private accreditate, come anche pagare i ticket e ritirare i referti.
Le farmacie private possono liberamente attivare i servizi sulla base delle norme attuative nazionali e regionali, mentre per le farmacie pubbliche l’adesione è sottesa al rispetto dei Piani socio sanitari regionali, alla preventiva comunicazione alla Asl, al rispetto del patto di stabilità, all'adesione alle iniziative di collaborazione interprofessionale dei farmacisti delle farmacie pubbliche e private operanti in convenzione con il SSN, con i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta.
Le eventuali assunzioni di personale per le finalità di cui sopra, devono essere effettuate, da parte dei Comuni, senza maggiori oneri per la finanza pubblica e senza incrementi di personale diverso da quello sanitario, infermieristico, fisioterapico e socio-sanitario; e farmacie, se gestite direttamente dai Comuni, devono avere un risultato contabile di gestione positivo negli ultimi due esercizi finanziari.
Se le farmacie comunali non sono gestite in economia ma a mezzo di azienda speciale, o di società, o di consorzi, l'accesso all'erogazione dei nuovi servizi è subordinato unicamente all'inserimento nei CCNL dei criteri di gestione di cui sopra e alla condizione che la gestione delle farmacie stesse non abbia registrato perdite progressive nelle ultime tre annualità di bilancio. L'effettuazione dei nuovi servizi non può comunque comportare oneri aggiuntivi per la finanza pubblica.