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L’Antitrust e il mantenimento delle società strumentali partecipate dagli enti locali

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, con provvedimento n. 24176 pubblicato sul Bollettino n. 4 del 4 febbraio 2013, ha deliberato di adottare la “Comunicazione sulle procedure di applicazione dell’articolo 4, comma 3, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, in legge 7 agosto 2012, n. 135”.
L’art. 4 del DL 95/2012 prevede misure finalizzate allo scioglimento (entro il 31/12/2013) o, in alternativa, alla privatizzazione (entro il 30 giugno 2013) delle società strumentali, controllate direttamente o indirettamente dalla amministrazione, che abbiano realizzato nel 2011 un fatturato superiore al 90% per prestazioni di servizi alla pubblica amministrazione.
Si ricorda, anche in relazione all’art. 13 della L. 248/2006 (decreto Bersani), che si definiscono strumentali all’attività della pubblica amministrazione, in funzione della loro attività, tutti quei beni e servizi erogati da società a diretto e immediato supporto di funzioni amministrative di natura pubblicistica di cui resta titolare l’ente pubblico di riferimento e con i quali lo stesso ente provvede al perseguimento dei propri fini istituzionali. Il DL 95/2012 esclude dall’ambito di applicazione le società che erogano servizi di interesse generale, individuabili, secondo gran parte dei commentatori della norma, nella erogazione di servizi pubblici.
Il decreto ha previsto una deroga dagli obblighi previsti nei casi in cui l’amministrazione controllante ritenga non possibile un efficace e utile ricorso al mercato. In tal caso, in tempo utile rispetto alle scadenze evidenziate, deve formulare all’Antitrust una motivata richiesta di parere vincolante che verrà reso entro i successivi 60 giorni.
L’AGCM, che ha predisposto un apposito formulario di richiesta, chiede che la relazione prevista dalla norma sia fondata su un’adeguata analisi di mercato, che illustri le caratteristiche e la struttura dei mercati interessati e degli operatori presenti, evidenzi l’esistenza di benchmark di costo per l’acquisizione dei beni e/o servizi nonché l’eventuale presenza di manifestazioni di interesse alla fornitura provenienti dal mercato.