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Antitrust, atto di segnalazione sulle turnazioni per il servizio di taxi a Roma

La disciplina delle turnazioni per il servizio taxi, disposta con ordinanza di Roma Capitale n. 4/2012, è stata recentemente oggetto di segnalazione da parte dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Nel Bollettino n. 21 dell’11 giugno 2012, l’Antitrust, con atto di segnalazione AS942, ha evidenziato preliminarmente che le recenti misure di liberalizzazione adottate dal Governo hanno inteso rimuovere, in linea di principio, tutte le indebite restrizioni all’accesso e all’esercizio delle professioni e delle altre attività economiche.
Il D.L. 201/2011 (convertito con L. 214/2011 e successivamente modificato con D.L. 1/2012 convertito con L. 27/2012), la cosiddetta “Manovra salva Italia”, ha regolato all’articolo 37 il servizio Taxi affidando alla costituenda Autorità dei Trasporti, il compito di “monitorare e verificare la corrispondenza dei livelli di offerta del servizio taxi, delle tariffe e della qualità delle prestazioni alle esigenze dei diversi contesti urbani, secondo i criteri di ragionevolezza e proporzionalità, allo scopo di garantire il diritto di mobilità degli utenti” (articolo 37, comma 2, lett. m).
In quest’ambito, i comuni e le regioni, nell'ambito delle proprie competenze, provvedono, previa acquisizione di preventivo parere da parte dell'Autorità, ad adeguare il servizio dei taxi favorendo, ove ritenuto necessario, l’incremento del numero delle licenze (articolo 37, comma 2, lett. m) sub 1), a consentire una maggiore libertà nella fissazione delle tariffe (articolo 37, comma 2, lett. m) sub 3), nonché concedere ai titolari della licenza, d’intesa con i comuni stessi, una “maggiore libertà nell'organizzazione del servizio sia per fronteggiare particolari eventi straordinari o periodi di prevedibile incremento della domanda e in numero proporzionato alle esigenze dell'utenza, sia per sviluppare nuovi servizi integrativi come il taxi ad uso collettivo o altre forme” (articolo 37, comma 2, lett. m) sub 2). Il maggior livello di “flessibilità” auspicato dal Legislatore dovrebbe garantire, ha sottolineato l’Antitrust, un netto miglioramento della qualità/quantità dei servizi e una possibile riduzione delle tariffe, fatti salvi gli obblighi di servizio pubblico.
Una regolamentazione troppo rigida delle turnazioni dei taxi, prosegue l’AGCM, potrebbe per contro ostacolare l’instaurazione di un efficace confronto concorrenziale rendendo difficile la competizione sul prezzo o sulla qualità del servizio reso. L’Autorità ha infine invitato Roma Capitale, tenendo conto del necessario assolvimento degli obblighi di servizio pubblico, all’adozione di misure che consentano una maggiore flessibilità degli operatori economici nella scelta dei turni di servizio.