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Uno Sguardo Su

Secondo decreto legislativo su Roma Capitale

Con il via libera del Consiglio dei ministri del 21 novembre 2011 al secondo decreto legislativo su Roma Capitale, in attuazione della delega sul federalismo (artt. 2 e 24 della legge 5 maggio 2009, n. 42), il provvedimento passa ora all'esame delle competenti Commissioni parlamentari e delle Conferenza Stato-Regioni e Stato-Città, per il previsto parere. Poi tornerà al Consiglio dei Ministri per l'ok definitivo entro 90 giorni.
Il decreto stabilisce quali poteri statali vengono trasferiti a Roma Capitale e quali, tra quelli regionali, le verranno conferiti con una legge della Regione Lazio.
Intanto, oltre a prevedere quali sono i singoli poteri, il documento istituisce la Conferenza delle Soprintendenze ai beni culturali del territorio di Roma Capitale per «assicurare il concorso alla valorizzazione dei beni storici e artistici» e che avrà «funzioni di coordinamento delle attività di valorizzazione della Sovraintendenza ai beni culturali di Roma Capitale e degli organi periferici del Ministero per i beni e le attività culturali aventi competenze sul patrimonio presente in Roma».
Principalmente, Roma Capitale acquisisce quindi una serie di compiti amministrativi relativi alla valorizzazione: attività dirette a promuovere la «conoscenza del patrimonio culturale e ad assicurare le migliori condizioni di utilizzazione e fruizione pubblica del patrimonio stesso, anche da parte delle persone diversamente abili», al servizio dello sviluppo della cultura, che comprende anche gli interventi di conservazione. Avrà inoltre compiti di catalogazione dei beni culturali, di conservazione (anche con la collaborazione di università e istituti di ricerca), e in genere di promozione dei beni culturali. Tutte le funzioni di competenza del ministero sul Teatro dell'Opera passano a Roma Capitale.
In tema di turismo, previste attività di rappresentanza e promozione all'estero e il coordinamento di manifestazioni fieristiche.
Infine, Roma Capitale può emettere ordinanze per interventi di emergenza in relazione a «eventi calamitosi», ferme restando «le funzioni attribuite al Prefetto di Roma dall’articolo 14 della legge 24 febbraio 1992, n. 225».